Un uomo, con una sega elettrica, sta tagliando a pezzi il cadavere della moglie, ne mangia un pezzo e poi getta le spoglie della donna ai maiali. E’ la scena di un film diretta da Lucio Fulci.
Il regista si reca poi al ristorante e il cameriere gli chiede se vuole del filetto o una bistecca al sangue. A Fulci viene in mente la scena che ha appena girato e, nauseato, va via. Successivamente un suo collaboratore gli mostra degli occhi finti, che servono per una scena, e il disgusto di Fulci aumenta sempre più.
A furia di girare scene così truculenti l’equilibrio psichico del regista finisce per essere scardinato. Infatti, mentre cerca di riposare, è disturbato da un uomo che sta utilizzando una motosega e immagina che l’uomo. invece di un tronco, sta segando una donna.
Giunto al punto da confondere allucinazione e realtà, consulta Egon Swarz (David J. Thompson), uno psichiatra, al quale racconta cosa gli sta succedendo e gli confida che teme di essere sul punto di impazzire.
Il dottore gli dice che la sua crisi di identità sta annullando il limite tra quello che gira nei suoi film e i fatti reali. Fulci si reca sul set a Cinecittà e riprende una scena; un giovane nazista che, prima di fare l’amore con una donna, la schiaffeggia e poi lecca il sangue che sgorga dalle sue labbra.
Lo stesso nazista riprende un’orgia, ma Fulci si lascia travolgere a tal punto da quello che sta girando che, nella realtà, assale una signora che era lì perché vuole produrre un documentario su di lui.
Fulci ritorna dallo psichiatra che gli invia un’induzione post-ipnotica e, ogni qual volta aziona un segnale acustico, lo costringe a commettere degli atroci delitti. La prima vittima è una prostituta, alla quale Fulci mozza una mano e poi la decapita. preda a delle allucinazioni sempre più terrifiche,
Fulci vede corpi che si decompongono e vanno in putrefazione. Dopo una serie di altri efferati delitti, Fulci si confida con Garbiele (Jeoffrey Kennedy), un amico ispettore, che lo rassicura dicendogli che ha bisogno solo di un po’ di riposo
Intanto lo psichiatra strangola Katia (Malisa Longo), la moglie, che avendo preso atto che il loro matrimonio era, ormai, agli sgoccioli, voleva divorziare da lui. Sul finale, l’ispettore che aveva sospettato dello psichiatra, risolve il caso.
Lo psichiatra è ucciso e Fulci si consola con una giovane donna su uno yacht. Ma le sorprese non finiscono qui.
Il film si apre con Fulci che, seduto alla scrivania, sta appuntando:
“Una donna viene uccisa con l’accatta, il volto diviso a metà, un’altra viene strangolata, un’altra ancora impiccata, un’altra tagliata a pezzi con la motosega, un’altra annegata nell’acqua bollente, la gola dilaniata da un gatto inferocito, un’altra bruciata viva, sepolta viva, torturata, accecata, pugnalata, segata in due, crocifissa, decapitata”.
Si scopre solo sul finale che Fulci stava annotando questi appunti perché lo psichiatra voleva comprendere meglio che tipo di film girasse.
In questa pellicola splatter, il sangue sgorga a fiotti ed è inutile contare il numero delle braccia mutilate, delle teste mozzate e degli occhi che rotolano sul pavimento. L’idea che lo psichiatra possa con un’induzione post-ipnotica spingere il regista a compier i delitti scientificamente non sta in piedi ed è solo un pretesto narrativo che Fulci utilizza per dar corpo a una vicenda abbastanza esile.
Al di là delle qualità artistiche è interessante sottolineare come Fulci, nell’interpretare il protagonista, fa un po’ il verso a se stesso e ironizza sul proprio mestiere di regista dell’horror e lascia intuire che girare film horror per lui sia stato, in qualche modo, terapeutico.
In questa pellicola che propone una orrifica rivisitazione del metacinema, Fulci inserisce diverse scene tratte dai sui film: Tra questi: film sono presenti scene di precedenti film diretti da Lucio Fulci (Quando Alice ruppe lo specchio, Il fantasma di Sodoma) di Andrea Bianchi (Non aver paura della zia Marta), di Leandro Luchetti (Massacre), di Giovanni Simonelli ( Bloody psycho), di Enzo Milani ( Hensel e Gretel).
Il titolo rimanda a una delle scene iniziali ehe mostra un gatto che sta divorando d0ella carne umana, appena tritata. Nel cast Ria De Simone e Adriana Russo
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