Uno dei due di Patrice Leconte – Francia – 1998

28 Aprile 2026 | Di Ignazio Senatore
Uno dei due di Patrice Leconte – Francia – 1998
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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La ventenne Alice (Vanessa Paradis), una passione per il furto di auto sportive, dopo otto mesi, esce di prigione. Juliette, la madre, morta un mese prima, le lascia una cassetta audio nella quale le svela che non sa se, vent’anni prima, a metterla incinta, sia stato Leo Brassac (Jean Paul Belmondo), titolare di un autosalone di auto di lusso, o Julien Vignal (Alain Delon), padrone di un lussuoso ristorante.

Alice si reca dapprima da Leo e poi da Julien e, infine, li convoca insieme e rivela loro che è figlia di uno dei due.

Entrambi le confermano di aver conosciuto Juliette e non mettono in dubbio la veridicità della sua versione, anche perché, non avendo figli, entrambi accetterebbero ben volentieri l’idea di essere il padre di una figlia così carina e travolgente.

Julien, il più concreto dei tre, propone loro di fare il test del DNA per accertare chi tra i due sia il padre. Leo non è contrario a questa soluzione, ma l’idea è rimandata di qualche giorno.

Alice comunica loro che ha voglia di uscire e fare tardi e i due presunti papà, sommersi da inquietudini e preoccupazioni per quello che le potrebbe capitare, fremono nell’attesa che ritorni a casa sana a e salva.

Alice va in discoteca, balla, si diverte ma è adocchiata da un tipaccio che ha deciso di portarsela a letto. Per mettersi in salvo, Alice si rifugia in bagno. Lui la segue, lei lo colpisce e scappa via di corsa. Giunta nei pressi di una pompa di benzina, chiede a uno sconosciuto di aiutarla a mettersi in salvo, ma l’uomo non la degna di uno sguardo e si dirige alla cassa per pagare.

Alice non ci pensa due volte, s’infila nell’auto e fugge via. Ignora, però, che nel portabagagli c’è una valigetta con cinquanta milioni di dollari che gli uomini di Anatoli Sharkov (Valery Gatayev), un boss della mafia russa, avrebbe dovuto consegnare ad Angel Vargas (Luis Jamie Cortez), un narcotrafficante colombiano che ha fornito loro una grossa partita di cocaina. I componenti della banda di Sharkov, invece, di rispettare i patti, hanno fatto fuori gli scagnozzi di Vargas e sono decisi a recuperare la preziosa valigetta.

Sharkov sguinzaglia sulle tracce di Alice un pericoloso killer (Alexander Ialovlev), che va in giro con indosso un’inseparabile impermeabile che, incollati i pezzi, in un lampo, risale a Leo e a Julien. I due, all’oscuro di tutto, inizialmente non danno peso alle minacce del killer, ma ben presto comprendono di aver di fronte degli uomini senza scrupoli e, prendono atto che è giunto il momento di reagire.

A ben vedere, Leo e Julien non sono dei santi; Leo, ex legionario, quando era impegnato nell’esercito maneggiava, con troppa facilità, gli esplosivi e Julien, pur partecipando a una serie di grosse rapine in banca, era sempre riuscito a farla franca. 

Pur dovendo fronteggiare una banda di pericolosi delinquenti, Leo e Julien non si tirano indietro e, grazie alla loro intraprendenza, un pizzico di incoscienza e alla loro abilità nel maneggiare gli esplosivi, riescono a sterminare i pericolosi delinquenti.

Intanto, Carella (Eric Defosse), un testardo e spericolato poliziotto, s’impossessa della preziosa valigetta e la nasconde. Alice, Julien e Leo volano in America per il test di riconoscimento della paternità. Lei legge l’esito del test, ma non svela ai due chi è il padre. Alice è raggiunta da Carella che, intanto, si è innamorato di lei, e le consegna la valigetta.

Seconda incursione nel genere action, dopo Les specialistes. Leconte prova, con scarso successo, a rinverdire i fasti della commedia francese d’azione degli anni Settanta e Ottanta.

Pur essendo fedele agli stilemi del genere, il regista parigino spruzza la vicenda, ambientata in Costa Azzurra, dei toni della commedia e regala, qua e là, qualche battura salace.  Se nella prima parte, il film sembra virare nel sentimentale, con Leo e Julien, ciascuno segretamene convinto di essere il padre di Alice, ben presto, la vicenda cambia passo e si assiste a un’escalation di esplosioni, inseguimenti e sparatorie che, nonostante gli sforzi, non accendono l’interesse dello spettatore.

Leconte lascia che i protagonisti della vicenda siano solo abbozzati e i dialoghi poco consistenti indeboliscono ancora più uno script arruffato e privo di suspense.

Più che per gli aspetti estetici, il film va ricordato perché segna, dopo anni, il ritorno al cinema della coppia Delon- Belmondo, alla sesta volta insieme, dopo Fatto di cronaca di Marc Allegret (1958), Amori celebri di Michel Boisrond (1961), Borsalino (1970 e Borsalino & Co di Jacques Deray (1974) e Cento e una notte di Agnes Varda (1995). Indipendentemente dalla trama in sé, vedere sulla scena assieme il bel tenebroso Delon e Belmondo, con la sua simpatica faccia da schiaffi, vale di per sé il prezzo del biglietto. Il personaggio di Vanessa Paradis è così esile e trasparente, che non lascia traccia. Citazione della colonna sonora del film Borsalino.

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