Van Gogh Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel – USA -2018

1 Agosto 2025 | Di Ignazio Senatore
Van Gogh Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel – USA -2018
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Vincent Van Gogh (Willem Dafoe) ama dipingere la luce e, abbandonato il cielo grigio di Parigi, grazie ai soldi che gli passa il fratello Theo (Rupert Friend), si trasferisce assieme al pittore Paul Gaugin (Oscar Isaac) nella piccola cittadina di Arles, a  sud della Francia.

I due però hanno caratteri diversi e, soprattutto, una differente visione dell’arte; immediata e diretta quella di Van Gogh, più meditativa quella di Gaugin. Paul vuole, tornare a Parigi, anche perché Theo, famoso mercante d’arte, è riuscito a vendere dei suoi quadri.

Vincent, che fino ad allora non ne ha venduto nessuno, va in crisi e, nel vano tentativo di convincere Gaugin a non partire, si taglia un orecchio. Ricoverato in un ospedale psichiatrico è sottoposto alle cure medioevali del tempo…

Il regista – pittore Schnabel, già autore del pregevole Basquiat, coadiuvato in sede di sceneggiatura da Jean-Claude Carriere, descrive gli ultimi anni dell’inquieto pittore olandese.

Van Gogh è mostrato come una persona fredda e anedonica, incapace di relazionarsi con gli abitanti della cittadina, che non amano né i suoi modi, né i suoi quadri ma anche (e soprattutto) come una persona “folle”, divorata dai fantasmi della propria mente, che discetta filosoficamente sui rapporti tra la pittura e l’eternità e sul ruolo dell’artista.

Schnabel non spinge l’acceleratore sulla sua follia e le dispute con Gaugin sulla pittura rivelano forse più il mondo poetico del regista che quello del tormentato pittore olandese.

Il regista alterna scene nelle quale Vincent dipinge, come ispirato, all’aria aperta alberi, fiori e le infinite distese dei campi, a quelle che lo vedono vittima di improvvisi scatti d’ira o in preda ai deliri.

Il regista lascia sullo sfondo le figure di Theo, centrale nella vita del pittore, e le donne che hanno provato a scaldare il cuore del pittore.

Schnabel sposa (anche lui) la tesi che Van Gogh non si sia suicidato, ma che sia stato invece vittima di una tragica fatalità; due ragazzi incautamente, mentre litigano, lasciano partire un colpo di pistola che centra in pieno l’addome del pittore.

Cameo di Emmanuelle Seigner. Il titolo del film rimanda ad un quadro di Van Gogh.

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