Vite dannate

20 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore
Vite dannate
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Amanda Sue (Juliette Lewis) ha quattordici anni e la sua vita è già un inferno; Harvey (Dean Abston) il suo patrigno la violenta da mesi e quando, in lacrime, confessa alla madre la turpe verità, come tutta risposta lei scrolla le spalle. Amanda va via di casa, sposa Brian (J. Stephen Brady) un diciottenne che ben presto l’abbandona per arruolarsi nell’esercito e successivamente incontra  Billy (Brad Pitt) che le offre di lavorare come spogliarellista in un locale notturno. Dopo aver intrecciato storie sbagliate, sotto effetto di un mix di alcol e di sostanze stupefacenti Amanda accoltella uno dei suoi amanti ed è condannata a morte.

Film TV che mette in scena un’adolescente ingenua, sbandata e priva di affetti, vittima delle malvagità perpetrate ai suoi danni da adulti crudeli e senza scrupoli. Quando Amanda confessa alla madre che il patrigno la violenta da mesi si sente rispondere: “Sta zitta! Se non ti stava bene perché non me lo hai detto prima? Vedi di farla finita in fretta e togliti dai piedi. Io ho chiuso con te, ragazzina. Adesso, io ho voglia di vivere.”  Il regista fa ricorso a dei continui flashback per dipanare la vicenda e, come il titolo originale ((Too young to die?) recita lancia un penoso atto d’accusa contro un ordinamento che condanna a morte una quattordicenne.

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