Waterloo di Sergej Fedorovic Bondarcuk – Italia, Russia – 1970 – Durata 134’

16 Settembre 2025 | Di Ignazio Senatore
Waterloo di Sergej Fedorovic Bondarcuk – Italia, Russia – 1970 – Durata 134’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Aprile 1814. Dopo mille esitazioni, preso atto che non ha altre soluzioni, l’imperatore Napoleone Bonaparte (Rod Steiger), accetta di abdicare e, dopo essersi congedato dai suoi soldati, accetta l’esilio nell’isola d’Elba.

Combattivo e mai domo, dopo qualche mese, fugge dall’Elba e, assieme ad alcuni fedelissimi, raggiunge la Francia.

Il maresciallo Ney (Dan O’ Herlihy), invece, di arrestarlo, affascinato dal suo carisma, assieme ai suoi soldati, si schiera al suo fianco.

Il re Luigi XVIII (Orson Welles), che si era insediato sul trono di Francia, dopo l’esilio di Napoleone, si dà alla fuga.

Bonaparte rientra trionfante a Parigi e, nel corso dei cosiddetti “Cento giorni”, riporta l’euforia in Patria e punta a stipulare un patto di pace con i paesi stranieri.

Temendolo. gli inglesi, prussiani e i belgi-olandesi decidono di allearsi e dichiarano guerra alla Francia.

Napoleone, a guida dell’esercito, si dirige verso Bruxelles e conquista il Belgio. ma, nella piana di Waterloo, gli inglesi di lord Wellington (Christopher Plummer). contrastano la sua avanzata,

Nel corso della battaglia, Napoleone sembra vittorioso, ma quando i prussiani di Blucher, giungono in aiuto di Wellington, la situazione si capovolge.

Nonostante gli eroici tentativi di resistenza, i soldati francesi sono sconfitti. A Napoleone non resta che l’esilio nell’isola di Sant’Elena.

Ennesimo kolossal, prodotto da De Laurentiis, premiato con il David di Donatello per il miglior film. Bondarchuck è preferito a John Huston, con il quale erano sorte delle difficoltà.

Il regista russo lascia molto spazio ai campi lunghi e, nelle ultime battute del film, mostra la battaglia decisiva tra l’esercito francese e i nemici.

Più che dirigere un classico film bellico, e prediligere gli scontri tra i soldati dei diversi eserciti, al regista russo interessa tracciare i profili psicologici di Napoleone e del rivale Duca di Wellington.

Più che descriverli come due fini strateghi militari, Bondarchuck sottolinea, soprattutto, le loro preoccupazioni e incertezze sull’esito delle battaglie che i loro eserciti dovranno affrontare.

Wellinghton è mostrato anche nei suoi aspetti privati; Napoleone, invece, è descritto come un imperatore carismatico, capace di elettrizzare le masse  e come un condottiero che non disdegna di mettersi a capo del suo esercito e al fianco dei suoi soldati.

De Laurentiis spese una fortuna e Waterloo, si rivelò un insuccesso.

Probabilmente i motivi del flop commerciale erano legati all’eccessiva lunghezza della pellicola, e all’assenza di grandi star internazionali che avrebbero certamente richiamato più spettatori.

Rod Steiger, simile fisicamente a Napoleone, offre una prova maiuscola.

Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.

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