21 grammi Il peso dell’anima (21 grams) di Alejandro Gonzalez Iñarritu – USA – 2003 – Durata 120’

4 Dicembre 2021 | Di Ignazio Senatore
21 grammi Il peso dell’anima  (21 grams)  di Alejandro Gonzalez Iñarritu – USA – 2003 – Durata 120’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Paul (Sean Penn), professore di matematica affetto da una grave cardiopatia, vive nella speranza di essere sottoposto ad un trapianto cardiaco. La moglie Mary (Charlotte Gainsbourg) una donna molto battagliera vuole a tutti i costi un bambino e lo convince a ricorrere all’inseminazione artificiale. Jack (Benicio Del Toro) un ex malavitoso che ha ritrovato un proprio equilibrio nella fede mentre è alla guida di un furgone investe Michael (Danny Huston) marito di Cristina (Naomi Watts) e le sue due bambine. Sconvolta dal dolore, la donna autorizza il trapianto del cuore del marito che è donato a Paul. Jack si corrode per i sensi di colpa e vuole costituirsi ma la moglie Marianne (Melissa Leo) lo dissuade. Dopo il trapianto Paul non è più lo stesso e finisce per litigare sempre più frequentemente con Mary. I due si separano e Paul inizia a gironzolare sempre più assiduamente intorno a Cristina che sopravvive al dolore  rifugiandosi nella droga. I due s’innamorano, Paul rivela a Cristina di avere il cuore di Michael e lei, come pegno, gli chiede di uccidere Jack. Un finale incandescente chiude la vicenda.

Iñarritu impagina un film di un‘intensità sconvolgente dove dolore, speranza, rancore, disperazione, vendetta ed autodistruzione si mescolano e si rincorrono continuamente. La vicenda è narrata in maniera acronica ed impaginata con dei continui salti temporali. Con macchina a spalla il regista pedina, scruta e sta addosso ai diversi personaggi della vicenda che trasudano di una spiazzante umanità. Fotogramma dopo fotogramma il regista sembra ricordarci che il fato incombe minaccioso sopra il nostro capo e che, pedine di un misterioso scacchiere, nessuno può sentirsi libero; la morte di Michael da la vita a Paul ma spedisce all’inferno Cristina che, da quel momento in poi, non sa più darsi pace. Jack non se la passa meglio e dopo essersi chiesto invano perché mai Dio l’abbia tradito, infliggendoli quell’insopportabile ed immeritato castigo, finisce, inevitabilmente, per perdere la fede e se stesso. Il film non ha battute di arresto ed è sorretto da un cast di attori in stato di grazia. Il titolo del film, è il peso che ogni corpo umano perde nel momento che muore ed è “il peso di cinque monetine, di un colibrì, di una barretta di cioccolata.”. Coppa Volpi a Sean Penn come migliore attore.

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