I segreti del lago (The deep end) di Scott McGehee, David Siegel – USA – 2001 – Durata 101’

6 Febbraio 2020 | Di Ignazio Senatore
I segreti del lago (The deep end) di Scott McGehee, David Siegel – USA – 2001 – Durata 101’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Margareth Hall (Tilda Swinton), madre di tre figli, scopre che Darby (Josh Lucas), un mezzo delinquente senza scrupoli, ha una relazione con Beau (Jonathan Tucker), il primogenito diciassettenne. Sconvolta, va da Darby e gli intima di stargli alla larga ma lui non è il tipo che si lascia facilmente intimidire e le propone di scomparire in cambio di cinquemila dollari. La sera stessa, con aria saccente, si presenta a casa di Beau e gli racconta della visita della madre; il ragazzo è profondamente turbato ed è deciso a chiudere la relazione. I due litigano ed al mattino Margareth trova il corpo senza vita di Darby, annegato, in riva al lago. Credendo che il figlio sia responsabile del delitto, Margareth occulta il cadavere e lo lascia sprofondare in fondo del lago. Alek Spera (Goran Visnjic), un pericoloso malvivente ed  un suo complice, giunti in possesso di una scottante videocassetta che mostra Beau a letto con Darby, la ricattano. Margareth non ha la somma richiestole e non può chiedere aiuto all’anziano genitore che vive con lei, né a Thomas, il marito marinaio che lavora lontano, in mezzo all’oceano. Messa con le spalle al muro cerca di prendere tempo; Alek s’innamora di lei e rinuncia alla propria parte ma il suo complice non è della sua stessa idea e vuole al più presto il denaro. Un finale sincopato chiude la vicenda.

McGehee e David Siegel dirigono un thriller più d’atmosfera che d’azione, lasciano che i dialoghi siano ridotti all’osso e che lo splendido paesaggio (il lago Tahoe nel Nevada) faccia da suggestiva cornice alla vicenda. I registi non vogliono mettere in scena una madre coraggio che, a muso duro, fronteggia i ricattatori, li mette con le spalle al muro o li denuncia alla polizia. Margaret è la classica madre di famiglia che ha condotto una vita regolare e senza scosse, che ha sempre badato ai tre figli e che, all’improvviso, è costretta ad affrontare una storia più grande di lei. Per tutta la vicenda non veste i panni dell’eroina ma, senza ricorrere a trucchi e ad inganni, pur di salvare il figlio e mettere al riparo la propria famiglia, accetta, con dignità, le dure regole del gioco. Ed è proprio questa sua disarmante onestà e determinazione che espugna il cuore di Alek, un delinquente fin troppo tenero che finisce, inevitabilmente, in rotta di collisione con il complice. Per tutto il film Margaret non si pente, non ha un cedimento e non chiede mai al figlio se è coinvolto nel delitto, né accenna alla sua relazione con Darby, sperando che il lago custodisca segreti e misteri. Remake di Sgomento, film diretto da Max Ophüls nel 1949. Dal romanzo The Blank Wall di Elizabeth Sanxay Holding.

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