Un camorrista perbene di Enzo Acri – Italia – 2010

14 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore

Vincenzo Barbetta (Vincenzo Barbetta) boss della camorra degli anni 80’racconta ad un amico, ex terrorista, la propria infanzia vissuta nella miseria, gli sforzi per aiutare economicamente la famiglia e l’incontro con un delinquente che lo avvia al mondo della criminalità. Mentre rievoca il passato è in atto una sanguinosa faida tra due gruppi camorristici rivali. La scia di sangue s’allunga sempre più ed allora il vecchio boss, indignato perché i camorristi non rispettano più l’antico codice d’onore, scende in campo.

“Gomorra” in salsa trash, girata con un taglio che si fa fatica a definire amatoriale e che lascia il segno per le inquadrature “iperrealiste” che mostrano il succo di pomodoro che riga copioso i volti dei camorristi assassinati. Acrì, anche interprete del film, strizza l’occhio alla critica sociale (il boss diventa camorrista per colpa di uno Stato che non gli ha offerto la possibilità di lavorare), prova ad impaginare una storia che per la sua “crudezza” dovrebbe corrodere lo sguardo dello spettatore ma finisce per proporre solo una romantica e retrò apologia dell’universo camorristico. Nonostante la sceneggiatura sia ultra-scadente, al pari delle prove attoriali, della colonna sonora e della fotografia, nutro dei forti dubbi che il film di Acrì possa diventare, in futuro, un cult movie.

Recensione pubblicata su Segno Cinema – N. 165 Settembre – Ottobre 2010

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