Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek – Italia – 2008 – Durata 95’

25 Febbraio 2020 | Di Ignazio Senatore
Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek – Italia – 2008 – Durata 95’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Emma (Isabella Ferrari), stanca delle violenze e delle prepotenze subìte dal marito Antonio (Valerio Mastandrea), autista dell’onorevole Fioravanti (Valerio Binasco), va a vivere dalla madre (Stefania Sandrelli) con i figli Karen e Valentina, resiste, stringe i denti e trova un lavoro in un call-center che le garantisce l’agognata indipendenza economica. Dopo un anno Antonio non regge alla separazione, le chiede, con insistenza, di ritornare a vivere con lui e la supplica di uscire. Lei accetta, nella vana speranza di convincerlo a rispettare le sue scelte, ma mentre stanno discorrendo in auto per un nonnulla Antonio s’ingelosisce, perde le staffe e le molla un sonoro ceffone. Accecato dall’ira e consapevole dell’irrevocabile scelta della moglie, la trascina poi in un canneto e la costringe, con la forza, a far l’amore con lei; Emma, fugge via e quando Antonio, tra le lacrime, le chiede di rimanere al suo fianco, lei lo fredda con un lungo sguardo carico di odio e di rancore. Antonio comprende di averla persa per sempre, non regge emotivamente e, carico di rabbia, dolore e disperazione, covando propositi di vendetta, riesce a mettersi sulle tracce dei figli. Un finale cupo e vibrante azzanna e lacera le carni.

Per la prima volta in carriera Ozpetek non s’affida ad una sceneggiatura scritta di suo pugno e con l’aiuto di Sandro Petraglia, traspone (liberamente) sullo schermo l’omonimo romanzo di Melania Mazzuco, declinando al maschile il mito di Medea. Il regista turco ambienta questo film corale a Roma ed apre il film con un lunghissimo piano-sequenza, dal quale si dipana l’intera vicenda che si srotola nell’arco di ventiquattro ore. Nonostante alcuni buchi narrativi il film ritrova compattezza ed intensità quando entrano in campo Antonio, un uomo fragile, insicuro, incapace di controllare la propria aggressività ed Emma, una donna che ha inghiottito per anni in silenzio schiaffi e pugni e che, stanca ed esasperata, dopo aver cercato di mettere al riparo se stessa ed i figli, a muso duro gli dice: “Sai cosa hai fatto? Mi hai fatto venire voglia di vivere… Io vivo, senza di te.” Ozpetek non prende posizione e non si schiera né dalla parte di Antonio, né di Emma ma lascia intendere, a dispetto del rassicurante titolo del film, che a questi sfortunati protagonisti, non è concesso un attimo di felicità. Pallida ed incolore la storia che vede, invece, protagonista Maja (Nicole Grimaudo), una donna incinta, consapevole che il suo matrimonio con l’onorevole Fioravanti è ormai agli sgoccioli e che si lascia cullare dalle attenzioni e dall’affetto di Aris (Federico Costantini), il figliastro adolescente di Fioravanti, segretamente innamorato di lei. Nel cast Angela Finocchiaro nei pani di un improbabile angelo che veglia silenziosamente sugli incerti e spaesati protagonisti, Monica Gueritore in quelli di un’insegnante e Stefania Sandrelli in quelli della madre di Emma.Una colonna sonora, eccedente, enfatica e trionfante, firmata da Guerra, pregiudica la fruizione della pellicola.

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