Comedians di Gabriele Salvatores

9 Giugno 2021 | Di Ignazio Senatore
Comedians di Gabriele Salvatores
Senatore giornalista
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Il mio film parla di una piccola umanità che fa i conti con la voglia di emergere, la visibilità, il successo. E con il linguaggio politicamente corretto che sta diventando più pericoloso degli stereotipi perché ingabbia la libertà di espressione. Chi sono oggi i comedians? I politici che hanno rubato il mestiere agli attori e cercano di fare i simpatici. Ma io non voglio amici: dagli uomini impegnati nella cosa pubblica mi aspetto di trovare dei padri che prendano posizione e, nel bene e nel male come i vecchi D.C, intendano la politica come una missione.” Così Gabriele Salvatores, da domani in sala con il suo ultimo film “Comedians”, tratto dall’omonima opera teatrale di Trevor Griffiths che lo stesso regista napoletano aveva già portato in scena nel 1985 con Paolo Rossi, Silvio Orlando, Claudio Bisio, Bebo Storti, Renato Sarti, allora giovanissimi. Ad interpretare oggi i sei aspiranti comici Ale, Franz , Marco Bonadei, Walter Leonardi, Vincenzo Zampa e Giulio Pranno che devono esibirsi in un club, alla fine di un corso tenuto da un attore poco noto che non ha mai tradito i propri ideali. Solo uno di loro sarà prescelto per partecipare ad un popolarissimo show televisivo e potrà finalmente dare una svolta ad una vita professionale magra di soddisfazioni. Nell’attesa della loro performance gli artisti si confronteranno, discetteranno sulla filosofia che sottende il riso e la comicità e, soprattutto, si interrogheranno se conviene assecondare il piacere del pubblico o scegliere la strada dell’originalità e della sorpresa. A giudicare gli aspiranti comici sarà Christian De Sica, nei panni di un cinico esaminatore. “Ho intravisto in De Sica, ha dichiarato Salvatores, una malinconia e una vulnerabilità adatte al personaggio che dice: “Io non cerco filosofi, voglio solo attori capaci di far fare quattro risate alla gente”. Volevo un attore che credesse nelle proprie parole. Ma un cinepanettone di Christian non l’ho mai visto. Non mi sono mai considerato in nessun modo arrivato. Quando sei convinto di saper fare molto bene una cosa sei vicino alla fine secondo me. Per un artista ci vuole l’ansia, la paura di non riuscire a farla e la voglia di trovare delle cose nuove. Miles Davis diceva: se vuoi rimanere vivo e interessante suona con gente più giovane di te. Devi trovare delle cose da fare che ti stimolino”.

Articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno- 9-6-2021

 

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