Cullando il sogno di diventare giornalista, il giovane Giovanni Di Giacomo (Gianni Morandi) abbandona il paesino di S. Oreste per raggiungere Roma. Certo che a ospitarlo sarà lo zio Annibale, che ha sempre lasciato credere di essere ricco, scopre, invece, che fa sevizio, come maggiordomo, presso una famiglia nobiliare.
Giovanni trova lavoro come meccanico, in una stazione di servizio, e va a vivere con Sergio (Sergio Leonardi), il suo capo. Si reca, poi, al quotidiano Il Messaggero con l’idea di farsi ricevere dal direttore, ma fa un buco nell’acqua.
Appena esce dalla sede del quotidiano è investito da Giulia (Maria Grazia Buccella) e riporta qualche graffio. Lei, poi, lo invita a casa sua, i due legano e Giovanni va a vivere da lei.
Qualche tempo dopo, Giulia gli rivela che è una prostituta e che si fa chiamare Lilly.
Infuriato e deluso, Giovanni la pianta. Giovanni non sa vivere, però, senza di lei e ritorna tra le sue braccia.
Assunto al giornale, si trasferisce in un appartamento in affitto e scopre che, per poter firmare un articolo, deve aspettare anni. Intanto, Giulia cerca lavoro in un autosalone, ma combina un disastro e, stufa di trascorrere le giornate a ciondolare inutilmente per casa, riprende la professione.
Giovanni conosce Silvana (Teri Hare), una giovane ribelle e, alla ricerca di uno scoop, si mette sulle tracce di una banda di ladri, che rubano un grosso carico di sigarette di contrabbando. Per errore, finisce in galera, ma il suo articolo è in prima pagina.
Giulia comprende che, ormai, Giovanni sta tracciando la propria strada e, anche se a malincuore, prima di partire per Bruxelles, lascia che i due giovani si incontrino nuovamente e che nasca del tenero.
Passo falso di Salce, che dirige una storiella che, sin dalle prime battute, affanna e boccheggia. Senza virare nel sentimentale, la trama ruota intorno al percorso di formazione di Giovanni, un sempliciotto ingenuo, impacciato e credulone.
Sarà Giulia, la classica prostituta dal cuore d’oro, che dopo averlo introdotto ai piaceri del sesso, lo aiuterà a diventare adulto e a calarsi nella complessa realtà quotidiana.
Già la scelta di affidare a Gianni Morandi, il ruolo di protagonista, apre mille dubbi. Nonostante il cantante bolognese abbia già alle spalle un paio di interpretazioni nei musicarelli e ne Le castagne sono buone di Germi, la sua interpretazione è alquanto approssimativa.
Strappa, invece, la sufficienza Maria Grazia Buccella, diretta per la terza volta da Salce, nei panni di Lilly, un personaggio meno fatuo, ma tenero e materno, rispetto a quello di Basta guardarla.
Per sottolineare la lievità degli scambi che si susseguono nel film, Giulia, avendo ha ben chiaro che Giovanni non ha capito quale fosse il suo mestiere, gli chiede: “Che fa il telefono? E Giovanni: “Squilla”. E di rimando: “E pure io”. Nel cast Franco Fabrizi e Jimmy il Fenomeno.
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