Adriano Pantaleo; “Io speriamo che me la cavo…a Venezia”

22 Agosto 2019 | Di Ignazio Senatore
Adriano Pantaleo; “Io speriamo che me la cavo…a Venezia”
Ignazio Senatore Intervista...
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“Quest’anno festeggiamo il decennale del Nest e nessuno di noi, credo, poteva immaginare che da San Giovanni a Teduccio saremmo arrivati sul red carpet della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.” E’ raggiante Adriano Pantaleo, uno dei protagonisti de “Il sindaco del Rione Sanità”, film diretto da Mario Martone, in concorso, che verrà proiettato al Lido il 30 agosto.

Un bel riconoscimento per lei e per gli altri componenti del Teatro Nest

“Nel film di Martone c’è, infatti, dentro quasi tutta la nostra storia, non solo perché il protagonista è Francesco Di Leva, uno dei fondatori, come me, del Teatro, ma perché alla sua realizzazione hanno collaborato come costumista Giovanna Napolitano, come scenografo Carmine Guarino, e hanno fatto parte del cast Giuseppe Gaudino e altri giovani attori. Il film nasce dall’idea della compagnia Nest di ambientare la vicenda eduardiana ai giorni nostri e di abbassare l’età dei protagonisti. Luca De Filippo ci ha concesso i diritti, Martone ha accettato la sfida e ha allestito lo spettacolo teatrale che è andato in tournée in tutt’Italia per due anni. Il testo di Eduardo, scritto nel 1960, è di un’attualità sconvolgente e mentre andavamo in scena, ci siamo resi conto che lo spettacolo era così potente che doveva diventare un film.

Il passaggio dal teatro alla trasposizione cinematografica?

“Sul set c’era un’atmosfera magica ed è stato girato quasi in piano sequenza. Dopo due anni di teatro, infatti, quando Mario ci dava il ciak, continuavamo ad andare avanti, senza fermarci, al punto che gli operatori e i direttori della fotografia erano sbalorditi. Non a caso la lavorazione è durata solo cinque settimane e mezzo. Il film non ha il taglio teatrale e lavorare con Mario è stato stupendo, perché è una persona che ti arricchisce sia artisticamente che umanamente.

Che ruolo interpreta?

“Catiello, un personaggio diverso da quello scritto da Eduardo. Sono praticamente il braccio destro di Francesco Di Leva, che interpreta il Sindaco, e sono in scena  per quasi tutto il film. Massimiliano Gallo è Santaniello e Roberto De Francesco, il dottore Della Ragione.

Non è la prima volta che va a Venezia

“Ci andai nel 2002 per aver interpretato “Rosa Funzeca” di Aurelio Grimaldi, film con Ida Di Benedetto, e due anni fa come co-produttore del corto “MaLamènti” di Di Leva.

Una carriera di attore, la sua, che viene da lontano, ancor prima di aver conseguito la laurea in Scienze Umanistiche, indirizzo Cinema, alla Sapienza di Roma.

“Ho esordito nel ’91 in “Speriamo che me la cavo” di Lina Wertmuller e in “Ci hai rotto papà” di Castellano e Pipolo. L’anno successivo fu quello della mia consacrazione nella miniserie tv “Amico mio” con Massimo Dapporto e, dopo la fiction “Casa famiglia” nel 2001 e nel 2003, sono tornato sul piccolo schermo nella serie “Tutti pazzi per amore”. Sono nato a Secondigliano e devo ringraziare i miei che, dopo il mio primo film, mi hanno tenuto sempre con i piedi per terra.  Quando hanno capito che la mia vocazione era quella di fare l’attore, non mi hanno mai ostacolato.

 Articolo pubblicato su il Corriere del Mezzogiorno il 22.8.2019

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