All’onorevole piacciono le donne nonostante le apparenze e purchè la nazione non lo sappia di Lucio Fulci – Italia – 1971- Durata 108’ – V.M 14

13 Gennaio 2021 | Di Ignazio Senatore
All’onorevole piacciono le donne nonostante le apparenze e purchè la nazione non lo sappia di Lucio Fulci – Italia – 1971- Durata 108’ – V.M 14
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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L’onorevole Giacinto Puppis (Lando Buzzanca) sin da quando era adolescente è cresciuto all’ombra del potentissimo cardinale Maravedi (Lionel Stander) che lo ha condizionato a tal punto da condurre una vita  così casta e morigerata che, nei corridoi del Palazzo, c’è addirittura chi nutre dei dubbi sulla sua identità sessuale. L’onorevole è in corsa per le elezioni presidenziali ma in una cerimonia pubblica, colto da un irrefrenabile raptus erotico, palpeggia i glutei di una donna, primo ministro di un paese straniero. I servizi segreti mettono a tacere la cosa ma l’onorevole è così scosso che, in gran segreto, si ritira in un convento per essere curato da uno psicoanalista domenicano. Accolto (fin troppo) amorevolmente da suor Delicata (Laura Antonelli) e dalle altre sorelle sembra ritemprato e ritrova ben presto l’equilibrio perduto ma, non appena  ritorna nella capitale, è colto nuovamente da un febbrile raptus erotico. Sempre più in crisi e ossessionato dalla paura di essere trascinato in uno scandalo, l’onorevole decide di abbandonare la politica e di gettarsi tra le braccia di Suor Delicata, fuggita intanto dal convento per andare a vivere con lui. Ma il potente cardinale lo dissuade e muove i fili per farlo eleggere presidente della Repubblica.

Commedia che non ironizza solo sui guasti di un’educazione sessuale fin troppo repressiva ma che, in maniera grottesca e divertente, mette il dito sulle strane connessioni esistenti nel nostro paese tra la Chiesa, i servizi segreti deviati, la mafia, la massoneria e certi settori della politica. Buzzanca è una sagoma e le sedute terapeutiche sono, a dir poco, esilaranti. Nella prima il domenicano mostra all’onorevole le tavole del Rorscarch ma alla domanda “Cosa vede in quella macchie?” Puppis risponde, sempre più assatanato, sempre solo con una parola: “Culo”. Successivamente, dopo essere stato ipnotizzato, in uno splendido sogno/incubo surrealista, crederà di essere nel Paradiso Terrestre dove s’imbatte in un enorme serpente avviluppato ad un albero, in delle mele gigantesche ed in alcuni nudi di donne. Al tempo il film suscitò dei tagli dalla censura perché Buzzanca sembrava la fotocopia di Emilio Colombo, potente ministro democristiano di allora ma ancora a distanza di anni mantiene la sua carica caustica ed irridente.

Per ulteriori informazioni su questo film si rimanda al volume Io, Lando Buzzanca. Conversando  con Ignazio Senatore” – Guida Editore

 

 

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