Amore e morte al tavolo da gioco (Stacy’s Knights) di Jim Wilson – USA – 1983 – Durata 95’

2 Novembre 2020 | Di Ignazio Senatore
Amore e morte al tavolo da gioco (Stacy’s Knights) di Jim Wilson – USA – 1983 – Durata 95’
Recensioni Film di Ignazio Senatore
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Stacy Lancaster (Andrea Millian) è una ragazza timida, imbranata, goffa e pasticciona. Una sera percorre duecento miglia in auto, s’imbuca in un casino, punta due dollari, gioca una mano di poker e perde. Afflitta e sconsolata, se ne ritorna a casa dove l’aspetta Jean Dennison (Eve Lilith) l’inseparabile amica che, per tirarla su, si offre di accompagnarla al casino il giorno successivo. Stacy vince una bella sommetta ed è avvicinata da Willy Bonner (Kevin Costner) un giocatore spiantato che le insegna dei piccoli trucchi del mestiere, l’allena ad osservare quando il croupier bara ed a ricordare a memoria le sequenze delle carte. Stacy ci prende gusto ed ha talento da vendere ed ogni sera vince una discreta sommetta. Stecky Poole (Myke Reynolds) il direttore del casino vuole vederci chiaro e, convinto che lei bari, la tiene d’occhio, ma non ci cava un ragno dal buco. Per smascherarla, le offre di volare con lei a Las Vegas ma Stacy vince anche lì una fortuna e Willy, avendo intuito che può fare il grande salto, le presenta Kid (Ed Semenza) un vecchio biscazziere che affina ancor di più le sue doti di giocatrice. Stechy non ci sta a perdere ogni sera una montagna di soldi, va su tutte le furie, la caccia dal locale e la minaccia di morte se rimette piede nel suo casino. L’atmosfera si scalda, Willy reagisce e Stechy lo fa uccidere l’indomani dai suoi scagnozzi. Stacy decide allora di vendicarsi e, dopo aver messo su una squadra di giocatori, ritorna al casino, truccata da uomo e, mentre Jean seduce Stechy, con i suoi amici spazzola dal casino una montagna di dollari.

Pellicola incolore ed abbastanza deludente che va ricordata per il primo ruolo importante di Kevin Kostner al cinema. La prima parola che si ascolta fuori campo, in apertura del film, è “Io devo vincere” pronunciata dalla protagonista ed un attimo dopo è un tripudio di roulette, di slot- machine e di tavoli verde. Nel corso del film la complessata protagonista cambia look, abbandona gli occhialoni da miope e sbanca ogni sera al casino. Nonostante il mutamento esteriore Stacy continua a  non accedere alle proprie emozioni, tiene in piedi la svogliata relazione affettiva con Willy e le vincite che accumula, giorno dopo giorno, non sembrano riempirle la vita. Per tutta la durata del film continua a giocare e ad accumulare denaro senza mai sorridere, esultare o fare progetti per il futuro. Come in una favola moderna Stacy, da brutto anatroccolo si trasforma in cigno ogni qual volta si siede al tavolo da gioco ma, con il procedere della vicenda,  diventa una forzata del gioco costretta a puntare ogni sera, senza provare alcuna emozione, centinaia di dollari al casino. Non convincono il finale con Stacy trasformata in un implacabile angelo vendicatore e la figura di Willy fin troppo ingenua e sprovveduta.

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