Amore folle (Mad love) di Karl Freund – USA – 1935 – Durata 83’- B/N

5 Dicembre 2021 | Di Ignazio Senatore
Amore folle (Mad love) di Karl Freund – USA – 1935 – Durata 83’-  B/N
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Il dottor Gogol (Peter Lorre) abile chirurgo, esperto nelle operazioni di bambini deformi e di soldati mutilati, è follemente innamorato di Ivonne (Frances Drake), un’attricetta moglie di Steven Orlac (Colin Clive) un celebre pianista che, a causa di un incidente ferroviario, si ritrova con le mani  maciullate. Ivonne è disperata e si rivolge al dottor Gogol che, in gran segreto, innesta a Steven le mani di Rollo (Edward Brophy), un infallibile lanciatore di coltelli, ghigliottinato, perché colpevole di aver ucciso il padre. Stevens riacquista ben presto la funzionalità delle mani ma è preda di un’irresistibile impulso a lanciare i coltelli e sempre più irascibile e violento, dopo un banale litigio, uccide il padre. Gogol è sommerso da allucinazioni uditive e, rapito dalla bellezza di una statua di cera che assomiglia all’amata Ivonnne, la porta a casa e si relaziona con lei, come fosse viva. Con la speranza di destabilizzarlo psicologicamente, Gogol rivela a Stevens che le sue mani appartenevano a Rollo e lo fa sprofondare ancora di più nella più cupa follia. Ivonne finisce a casa di Gogol che, dopo averla scambiata inizialmente per la sua adorata statua di cera, tenta, invano, di espugnare il suo cuore. Deluso ed amareggiato Gogol sta per soffocarla ma Stevens lo uccide lanciandogli un coltello nella schiena.

Classico dell’orrore diretto da chi fu il direttore della fotografia di Lang e da Murnau, maestri del cinema espressionista tedesco. Nella prima parte del film il dottor Gogol è descritto come un uomo buono e caritatevole che accetta di operare Stevens solo per amore di Ivonne. E quando il suo rivale si presenta da lui per chiedergli come mai sente il desiderio di lanciare coltelli, lo rassicura, raccontandogli un’amabile bugia: “Dopo lo shock dell’incidente lei ha subito un altro shock; le sue mani sono state alterate dal mio bisturi e lei non può più suonare. Di conseguenza il suo equilibrio si è sconvolta e la mente indebolita. Il suo è un caso evidente di desiderio insoddisfatto, può darsi che lei quando era ragazzino aveva un amico che lanciava i coltelli molto bene ed ha desiderato di fare come lui. Questo desiderio insoddisfatto è rimasto per anni nel suo subconscio. Se lei potesse riportare alla memoria questo ricordo lontano, farlo riaffiorare, io potrei guarirla senza alcuna difficoltà.”

Per amplificare ancora più l’atmosfera onirica del film, Freund inserisce la figura di Francois, la governante di Gogol, perennemente ubriaca che allucina oggetti e vede doppio. Remake de Le mani di Orlac diretto nel 1925 da Robert Wiene.  Il film ebbe un sequel nel 1960 dal titolo Le mani dell’altro, diretto da Edmond Greville e nel 1962  da Newton Arnold con il titolo Le mani dell’assassino. Dal romanzo Les mains d’Orlac di Maurice Renard.

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