Backbeat – Tutti hanno bisogno d’amore (Backbeat) di Iain Softley – GB – 1993- Durata 100’

15 Agosto 2022 | Di Ignazio Senatore
Backbeat – Tutti hanno bisogno d’amore (Backbeat) di Iain Softley –  GB – 1993- Durata 100’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Liverpool, 1960. John Lennon (Ian Hart) e l’inseparabile amico, il bassista e pittore Stuart Sutcliffe (Stephen Dorff), fonda assieme a Paul McCartney (Gary Bakewell), George Harrison (Chris O’Neill) e Peter Best (Scot Williams) la band “John and the Moondogs”. Gasati e pieni d’energia iniziano a suonare al “Bamby” ed in altri localini della città. Decisi a sfondare, volano ad Amburgo, dove si esibiscono in un locale frequentato da giovani ribelli e scatenati. E mentre gli altri componenti della band, dopo aver suonato ogni sera, fanno strage di cuore, Stuart, il bello del gruppo, attira le simpatie di Astrid (Sheryl Lee), fotografa alternativa ed anticonvenzionale. George però non ha ancora diciott’anni e, quando la polizia lo scopre, lo espelle dalla Germania, assieme agli altri componenti della band. Non appena George diventa maggiorenne il gruppo ritorna ad Amburgo, ma Stuart ama più dipingere che suonare e, dopo aver sposato Astrid, diserta sempre più spesso le prove del complesso, fino a non presentarsi, un giorno, ad un’audizione con un discografico. Paul e George, stufi dei suoi atteggiamenti, vogliono cacciarlo John prova, invano, a difenderlo, ma poi cede. Paul prende il posto di Stuart come bassista e Ringo Starr (Paul Duckworth) sostituisce Pete. La band cambia nome in The Beatles, decolla e con il primo disco vende milioni di copie. Ma la salute di Stuart è minata da un grave male…

All’esordio Iain Softley (K- Pax Da un altro mondo, The skeleton key…) descrive con leggerezza i primi passi della band più famosa di sempre e mostra quando, ancora acerbi musicalmente, con una formazione che non è ancora quella storica, fanno spudoratamente il verso ad Elvis Presley ed ai gruppi rock and roll, tipici degli anni Cinquanta. Sin dalle prime battute il regista lascia sullo sfondo le figure di George e Paul, e punta tutto sulla salda e sincera amicizia tra Stuart e John. A differenza di John, deciso a sfondare a tutti i costi nel mondo della musica, Stuart è descritto come un artista tormentato, diviso tra l’amore per la pittura e l’amata Astrid, che non solo segretamente è attratta dalla personalità di John, ma che (soprattutto) inventerà il look della band. Fortunatamente il regista americano non punta al sentimentale e la love-story tra Stuart ed Astrid è narrata con freschezza, candore ed una certa dose di ingenuità. Sul finale, mentre il povero Stuart si dibatte tra la vita e la morte, (morirà a soli 21 anni) Softley mostra i quattro “scarafaggi” che intonano il loro primo successo internazionale, scatenando le urla delle teenager impazzite.

Per un approfondimento sul tema “Cinema e musica” si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Cantanti, musicisti e rock band”, edito da Arcana.

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