Copia originale di Marielle Heller

28 Settembre 2019 | Di Ignazio Senatore
Copia originale di Marielle Heller
Recensioni Film di Ignazio Senatore
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Alzi la mano chi non ha visto “F for fake” di Orson Welles, film-documentario che fece scoprire il mondo sommerso dei copisti e dei falsari delle opere d’arte. La regista Marielle Heller narra, invece, una storia vera (ambientata a New York negli anni Novanta) che ruota intorno a Lee Israel (Melissa McCarthy), scrittrice burbera e scontrosa, un tempo famosa. Dopo essere stata licenziata, a corti di quattrini, scopre che dei ricchi collezionisti spendono un occhio della fronte per accaparrarsi lettere di scrittori deceduti. Fiutato l’affare, falsificandole, inizia ad inventarsi delle corrispondenze immaginarie tra illustri letterati. Diventerà suo complice Jack (Richard E. Grant) un simapatico dandy cocainomane. L’idea è originale ma la regista, (che s’ispira alle memorie della scrittrice) senza donare un tocco luciferino alla protagonista, si limita a mostrarla mentre inanella, complusivamente, una truffa dietro l’altra. L’ossimoro del titolo del film in italiano è simpatico, ma non è fedele al titolo originale che rimanda ad una frase che compare più volte in una delle lettere ideate da Lee.

Recensione pubblicata su Segno Cinema n 219 Settembre – Ottobre

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