Corpi impazienti (Les corps impatiens) di Xavier Giannoli – Francia – 2003 – Durata 94’ – V.M 14

22 Settembre 2020 | Di Ignazio Senatore
Corpi impazienti (Les corps impatiens) di Xavier Giannoli – Francia – 2003 – Durata 94’ – V.M 14
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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La ventenne Charlotte (Laura Smet) ha dei gravi problemi di salute ma decide di nasconderli a Paul (Nicholas Duvauchelle) il suo ragazzo e, gettando acqua sul fuoco, gli chiede di accompagnarla a Parigi per un controllo. I medici di un centro specialistico le diagnosticano un tumore polmonare e mentre lei continua ad sottoporsi ad indagini sempre più invasive e dolorose, Paul s’innamora di Ninon (Marie Denarnaud) la cugina di Charlotte. Dopo aver scoperto la loro relazione, Charlotte esplode in una reazione rabbiosa e violenta, per poi spegnersi, lentamente, giorno dopo giorno.

Senza cedere né al lacrimevole, né al facile pietismo, partendo da una storia banale, Giannoli dirige in maniera realistica una pellicola un po’ troppo asettica e formale. In questa ennesima lotta tra vita e morte, più che l’anima e le emozioni della protagonista, il regista ci mostra impietosamente il suo corpo umiliato, oltraggiato ed ispezionato dai medici e costretto a subire TAC, scintigrafie, punture lombari ed altre laboriose indagini cliniche. Per quasi tutta la durata del film la bellissima Charlotte, dopo aver trattenuto dentro di sé, dolori ed emozioni, impotente nei confronti di un destino che l’ha condannata a non avere più speranze per il futuro, tossisce e dimagrisce a vista d’occhio. Spenta, appassita e con il cranio rasato non può fronteggiare la sfrontata e giovanile vitalità di Charlotte. Il regista punta tutto sulla feroce contrapposizione tra la vita e la morte, tra eros e thanatos, tra il corpo di Charlotte che sfiorisce giorno dopo giorno e quello di Ninon che sprizza erotismo da tutti i pori e descrive i giovani protagonisti come degli adolescenti che provano a guardare in faccia la morte ma se ne ritraggono spaventati e disgustati. Dall’omonimo romanzo di Christian de Montella.

 

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