Difendo il mio amore di Giulio Macchi – Italia – 1957 – Durata 95’

17 Novembre 2021 | Di Ignazio Senatore
Difendo il mio amore di Giulio Macchi – Italia – 1957 – Durata 95’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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“Ultim’ora”, quotidiano milanese, vende poche copie, i creditori sono alle calcagna e il proprietario della testata, il commendator Fuselli (Mino Doro) ha deciso di chiudere. Giovanni Marchi (Vittorio Gassman), giovane redattore, convince Fuselli a pubblicare delle inchieste di cronaca, con un taglio scandalistico, che hanno come oggetto dei personaggi coinvolti in tradimenti o delitti che hanno attirato in passato l’attenzione del pubblico. Per caso scopre che Elisa Silvestri (Martine Carol), vive a Bergamo e che, un tempo, era stata la segretaria di Dosti, un piccolo imprenditore condannato all’ergastolo per aver avvelenato la moglie. A caccia di scoop, Marchi spedisce Orietta (Giorgia Moll), una collega giornalista, dalla signora Silvestri. Si scopre che Elisa si è risposata con Pietro Leonardi (Gabriele Ferzetti), impiegato di una banca, in odore di promozione come direttore della sede di Bergamo, ed è madre di tre bambini. Marchi scopre che Orietta, la primogenita di Elisa, non vive con la madre ma è in collegio e che é nata prima del matrimonio della donna con Pietro. La piccola p nata dalla relazione con un aviatore morto in guerra ma, per cavalcare l’onda scandalistica, Marchi dalle colonne del giornale insinua che sia nata dalla relazione di Elisa con Dosti. Non pago, pubblica anche una dichiarazione della madre anziana dell’uxoricida, che accusa Elisa di aver istigato il figlio al delitto. Leonardi e la moglie provano a smentire le notizie, ma la vicenda è sulla bocca di tutti e il giornale, risalita la china, vende migliaia di copie. Leonardi vede sfumare la promozione, la piccola Angela è cacciata dal collegio, e il matrimonio tra Elisa e Pietro va in crisi. Marchi manda in pagina un’edizione straordinaria del giornale nella quale, sfruttando la dichiarazione di un falso testimone, lancia in prima pagina la notizia che Elisa era l’amante di Dosti. Verdisio (Charles Vanel), vecchio redattore capo del giornale, in chiaro dissenso con la linea del giornale, prima di dimettersi, scopre che il falso testimone era stato pagato da Marchi. Per sfuggire ai flash dei fotografi, la piccola Angela è investita da un camion ed é ricoverata in ospedale.  Marchi è licenziato e Pietro ed Elena si riconciliano.

All’esordio, Macchi, seppur fedele ai canoni del melodramma, dirige una pellicola che, in maniera originale, per la prima volta in Italia, pone al centro della narrazione le vicende legate alla redazione di un quotidiano e s’interroga sul ruolo del giornalismo, perennemente sospeso tra il dovere di fornire notizie ai lettori e l’obbligo di rispettare una linea eticamente corretta. Il regista contrappone, infatti, il cinico, giovane  e meschino Marchi, disposto a tutto pur di acquisire potere all’interno del giornale, al saggio e anziano Verdisio. La trama ha il sapore dell’inchiesta e, man mano che la vicenda si snoda, emergono sempre nuovi particolari sul misterioso passato della protagonista, travolta suo malgrado in uno scandalo che finisce per travolgere non solo lei e il marito, ma soprattutto la piccola Angela. Più che comparire in scena, Gassman è quello che muove le fila dell’inchiesta ed è perfetto nei panni del giornalista rampante che non si fa scrupolo di infangare la vita intima di due brave e oneste persone.

 

 

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