Domani accadrà

22 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore
Domani accadrà
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Maremma. 1848. Lupo (Paolo Hendel) ed Edo (Giovanni Guidelli), due butteri ingenui e pasticcioni, rapinano il contabile della tenuta dove lavorano ma ne ricavano un magro bottino. Scoperti ed accusati di essersi impossessati di una cospicua somma, intascata invece dal furbo Terminio (Antonio Petrocelli), sono inseguiti da Diego del Ghiana (Claudio Bigagli), il figlio del proprietario della tenuta e da alcuni mercenari austriaci. Durante la fuga s’imbattono nella banda del brigante Gianloreto (Ciccio Ingrassia) che li fa prigionieri. Edo è ferito ma entrambi riescono a fuggire ed a rifugiarsi in una villa dove vivono il marchese Lucifero Ombraviva (Ugo Gregoretti) e l’abate Flambart (Dario Cantarelli), un colto precettore illuminista che scommette con il saggio Lucifero di essere in grado di trasformare il rozzo Edo in un aristocratico colto e compito. Edo viene amorevolmente assistito dalla marchesina Allegra (Agnese Nano), figlia di Lucifero, che diventa la sua amante, ed impara in breve tempo a leggere, a scrivere ed a disquisire di filosofia. Lupo, intanto, nel suo girovagare, raggiunge il Giardino dell’Armonia, una villa nella quale il conte Enea Silvio di Lampertico (Quinto Parmeggiani), un borghese illuminato, inventore dell’elettricità, del frollino e del cavallo-vapore, insegue il progetto utopico di una società futura dove tutti possono vivere secondo i propri desideri. Lupo s’innamora di Vera (Margherita Buy), una chimica che fabbrica profumi, ma un gruppo di carbonai, capeggiati da Matteo (Nanni Moretti), un villico che si esprime solo in modo gutturale, temendo che l’elettricità tolga loro il lavoro, dà fuoco alla villa. I nobili fuggono ed Edo e Lupo si ritrovano insieme e, ripreso il viaggio, si uniscono a dei patrioti mazziniani che si dirigono a Milano.

Luchetti, all’esordio, impagina una pellicola atipica, grottesca ed insolita per il panorama cinematografico italiano e mescola commedia e western, picaresco ed on the road. Il regista ambienta la vicenda nella Maremma, suddivide la narrazione in cinque capitoli e punteggia, con ironia, la narrazione con citazioni che rispolverano il mito del “buon selvaggio” e rimandano al pensiero di Charles Fourier e degli altri “socialisti utopisti”. Luchetti contrappone ai sempliciotti e culturalmente poco attrezzati protagonisti dei nobili stravaganti ed imbolsiti che discettano di filosofia e sognano di creare dei mondi favolistici ed irrealizzabili. Costretti a fuggire, sin dalle prime battute del film, nel loro girovagare senza meta, Edo e Lupo s’imbattono in un mondo variegato ed a loro sconosciuto dove si mescolano i buoni (il marchese Lucifero Ombraviva, il conte Enea Silvio di Lampertico) ed i cattivi (il brigante Gianloreto, i mercenari austriaci). Per tutta la vicenda i due protagonisti, spettatori di un mondo per loro insolito e sconosciuto, non si schierano, né prendono posizione e, dopo essersi innamorati di fanciulle graziose e disinibite (Allegra e Vera), senza aver acquisito alcuna coscienza politica, si aggregano ai mazziniani per lanciarsi in un’altra (ennesima) avventura. Nel cast Angela Finocchiaro nei panni della marchesina Allegra Ombraviva. Accattivanti le musiche di Nicola Piovani. Prodotto dalla Sacher di Nanni Moretti.

 

Per l’intervista completa a Daniele Luchetti, l’antologia della critica e della critica online del film si rimanda al volume di Ignazio Senatore: “Daniele Luchetti racconta il suo cinema” – 2014 -Falsopiano Editore

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