Fiore di Claudio Giovannesi – Italia – 2016

28 Dicembre 2018 | Di Ignazio Senatore
Fiore di Claudio Giovannesi – Italia – 2016
Schede Film di Ignazio Senatore
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Daphne (Daphne Scoccia), una sbandata fragile e spavalda, raggranella qualche spicciolo, rubando i cellulari nella metro. E’ acciuffata e reclusa in un carcere minorile dove i maschi e le femmine sono tenuti separati e non si possono incontrare. Ma Cupido scocca le sue frecce e Daphne s’innamora di Josh (Josciua Algeri), un diciottenne detenuto nell’ala maschile del riformatorio. I due dapprima si scambiano solo sguardi e qualche frase a volo tra le sbarre e comunicano poi con delle lettere appassionate.  Di tanto in tanto in carcere va a trovarla il padre Ascanio (Valerio Mastandrea), anche lui con un passato in galera, e che convive con la compagna Stafania (Laura Vasiliu) ed il figlioletto nato dalla loro relazione. Si fa strada l’ipotesi che Daphne sia affidata al padre, ma lui tentenna, vive in un buco e non ha un lavoro. Ma per Daphne si aprono le porte del carcere per un permesso di due giorni ed è affidata al padre. Ma Daphne è irriducibile alle regole ed il finale regalerà altre sorprese.

Dopo Alì ha gli occhi azzurri Giovannesi conferma il suo sguardo sensibile ed attento ed impagina un film toccante e commovente che ruota intorno all’impossibilità di poter vivere in carcere una storia d’amore. Ribelle, inquieta, selvatica, noncurante dei divieti che non permettono ai detenuti di comunicare tra loro, Daphne si lascia travolgere dall’amore per il tenero Josh e si batte contro chi vuole ostacolare i suoi desideri. Il regista romano, pedina con la macchina a mano il volto della protagonista (una Daphne Scoccia intensissima) e gira la vicenda nel carcere de L’Aquila, (ristrutturato dopo il terremoto), avvalendosi di alcuni detenuti dell’istituto penale di Casal di Marmo. Un film lascia il segno, dal taglio realistico, che esce dalle secche del “prison movie” e che

mescola rabbia e vitalità, ribellione e tenerezza e fa splendidamente il verso a Truffaut ed ai Dardenne. David di Donatello a Valerio Mastandrea come migliore attore.

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