Gelosia e invidia al cinema

13 Luglio 2019 | Di Ignazio Senatore
Gelosia e invidia al cinema
Scritti di Ignazio Senatore sui rapporti tra Cinema e psiche
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Tutti conoscono la tragica storia di Otello, il moro che, vittima degli intrighi dell’invidioso Iago, si lascia divorare dal demone della gelosia e, convinto erroneamente che la moglie Desdemona, lo abbia tradito, in un impeto, la uccide. Lasciando da parte il capolavoro shakespeariano, chi non ha dubitato almeno una volta che la moglie possa aver lanciato, durante una festa, uno sguardo malizioso e furtivo ad un amico? Quanti mariti, partendo spesso, da un banale equivoco, viaggiando troppo con la fantasia, non hanno pensato, almeno per un istante, di controllare mail e smartphone della consorte per aver la conferma di una presunta relazione? La gelosia è un sentimento che testimonia il legame e l’affetto con la persona amata e può essere il sale di una coppia ma, guai se si trasforma in un’ossessione e, sopratutto se si confonde l’amore con il possesso. Il cinema nostrano, scegliendo il tono della commedia, ha ironizzato su chi, diventato schiavo delle proprie fantasie, finisce per vestire i panni del detective ed è spinto a trovare le prove di un presunto tradimento. Il più divertente è senza dubbio Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli. Andrea (Ugo Tognazzi) è il marito della fedelissima Maria Grazia (la sensuale Claudia Cardinale). Dopo aver avuto la conferma che tutte le mogli che conosce tradiscono il marito, Andrea si convince che la moglie non può essere da meno. Sul finale grottesco, quando è certo di non essere un “cornuto”, sarà la consorte a tradirlo. Il migliore di tutti è però Inferno di Claude Chabrol, un capolavoro che lascia lo spettatore costantemente nel dubbio; la magnetica Nelly (Emmanuelle Beart) tradisce Paul o la gelosia è frutto della fantasia malata del marito?

Altra brutta bestia l’invidia, emozione inserita, non a caso, tra i sette vizi capitali. Star male per la felicità, il successo, la fama raggiunta da un’altra persona, è uno dei mali di cui, da sempre s’affligge l’umanità. Ne è prova Antonio Salieri, musicista della corte viennese, al tempo di Giuseppe II, adorato e incensato dai nobili imparruccati dell’epoca che provò, invano, ad ostacolare l’ascesa del prodigioso Wolfang Amadeus Mozart, immortalato nel magnifico “Amadeus” di Milos Forman. La più invidiosa e perfida di tutte; la strega vanitosa e malefica di “Biancaneve e i sette nani.” Fortuna che, almeno nelle fiabe, i buoni trionfano.

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