Quirino (Nino Manfredi) e la moglie Milena (Norma Bengell) sono i genitori di Primo (Sandro Bruni), un bambino vivace e un po’ impiccione. Quirino si occupa delle faccende domestiche e ogni sera, con la Lambretta, accompagna la moglie a battere in un luogo frequentato dalle altre colleghe che, come lei, praticano il mestiere più vecchio del mondo. Al mattino, la coppia e il figlio si recano in spiaggia.
Le cabine sono tutte occupate e devono dividerla con la signora Filippini (Rosita Pisano) sposata con un uomo scortese, che la tradisce impunemente.
Sulla spiaggia, Quirino incontra un ex commilitone, (Roberto Paoletti), che l’invita nella sua bella villa dove sarà in compagnia di amici.
Uno degli invitati riconosce Milena e lo spiffera al padrone di casa che, un po’ imbarazzato, chiede a Quirino se la voce messa in giro dall’amico sia vera.
Con sua grossa sorpresa, non solo Quirino lo conferma, ma lascia trasparire che quello della moglie è una professione rispettabile, come tante altre.
L’amico lascia allora intendergli che è preferibile che vadano via. Anche Laura (Ilia Lopez), la moglie del padrone di casa, sembra scandalizzata, ma Quirino che ha l’ha vista amoreggiare con il suo amante dietro una cabina, le suggerisce, avendone stoffa e inclinazione, di abbracciare anche lei la professione di Milena.
Ritornati a casa, Qurino propone alla moglie di scambiarsi i ruoli; lei rimane in casa e lui, travestito da donna, si dà alla vita.
Episodio delizioso, retto tutto sulle spalle di Nino Manfredi, diretto per la terza volta da Puccini. L’attore ciociaro, ancora una volta in veste di co-sceneggiatore, con la sua aria ingenua e scanzonata, è perfetto ne panni di un marito dalle vedute larghe e moderne, che, in barba a moralismi bigotti, ritiene il mestiere della moglie rispettabile, al pari di tanti altri, se fatto con onestà e professionalità.
In questa satira leggera, ma graffiante, Puccini non descrive Quirino come un marito, rozzo e violento, che sfrutta la moglie e la costringe a battere contro la sua volontà, bensì come uno sposo che adora Milena, si prende cura di lei e delle sue colleghe che, a fura di stare all’addiaccio soffrono di reumatismi.
D’altro canto, Puccini sceglie come protagonista femminile Norma Bengell, attrice brasiliana, al terzo film italiano, una donna dotata di un certo fascino ma, certamente, dal fisico non appariscente e sensuale.
A testimoniare la condotta di moglie irreprensibile, Milena non cede alla corte di un dongiovanni da strapazzo che prova a farle il filo sulla spiaggia e non è civettuola con gli altri uomini che incontra. L’altro episodio La manina di Fatima, è diretto da Vittorio Caprioli. Tra i brani Roberta di Peppino Di Capri. Rieditato, nel 1970 con il titolo Un marito ideale.
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