Il nemico di mia moglie di Gianni Puccini – Italia – 1959 – Durata: 100’– B/N

10 Maggio 2022 | Di Ignazio Senatore
Il nemico di mia moglie di Gianni Puccini – Italia – 1959 – Durata: 100’– B/N
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Marco (Marcello Mastroianni) ama andare in giro per l’Italia ad arbitrare ed, il più delle volte, rientra a casa con i segni delle aggressioni subita da tifosi inferociti, che non hanno gradito le sue decisioni prese in campo. La moglie Luciana (Giovanna Ralli), stufa di passare le domeniche da sola, vorrebbe che trovasse un impiego stabile. Marco, per accontentarla, prova dapprima in un’agenzia di viaggi, poi accetta di lavorare nella stessa ditta dove lei è impiegata, ma ne combina di tutti i colori. Sempre più nervoso ed irritabile, dopo l’ennesimo litigio con Luciana, si rifugia dal padre Ottavio (Vittorio de Sica). Mentre sta andando in treno ad arbitrare incontra Giulia (Luciana Paluzzi), una donna dolce e sensuale della quale s’innamora a prima vista. Ma lei, in combutta con il suo uomo, ha solo in mente solo di sedurlo per chiedergli di addomesticare una partita, così da intascare un bel gruzzoletto. Marco cederà al suo fascino o ritornerà fra le braccia di Luciana?

Commedia senza troppe pretese che, pur annoverando un cast d’eccezione, lascia sfilare sullo schermo, relegandoli a dei piccoli ruoli, attori come Vittorio De Sica, un rigido e ampolloso bibliotecario, bibliotecario; Memmo Carotenuto, uno sfasciacarrozze tifosissimo della Lazio; Giacomo Furia, un simpatico impiegato di un’agenzia di viaggi; Enzo Garinei, uno scienziato pazzo, ed, infine, Andrea Checchi, un capoufficio che fa il cascamorto con Luciana. Il regista, messi da parte gli sterili e banali battibecchi tra Marco e Luciana, una donna appassionata di tutto quello che proviene dall’America, ci mostra solo fugacemente Marco nelle vesti di arbitro e lascia fuori campo l’ennesima aggressione dei tifosi scalmanati che lo aggrediscono sul finale del film. Il regista ci mostra, però, finalmente, un arbitro onesto ed integerrimo che, non cade nella rete della seducente e bellissima Giulia e si rifiuta di addomesticare una partita. Il nemico a cui fa riferimento il titolo è, naturalmente, il gioco del calcio e la passione che Marco per l’arbitraggio.

Per un approfondimento sul tema si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Quando il cinema fa goal. I100 film più belli sul calcio”, edito da Absolutely Free.

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