Il rosso e il blu

20 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore
Il rosso e il blu
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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In una scuola romana il professor Prezioso (Riccardo Scamarcio) è un giovane ed idealista supplente di italiano. Bel tenebroso, pur spinto da un encomiabile intento di promuovere la curiosità dei propri studenti, finisce per nutrire (involontariamente?) le fantasie amorose di Angela, una ragazza fragile ma apparentemente sfrontata e disinibita. Fiorito (Roberto Herlitzka), anziano docente di storia dell’arte, disincantato e disilluso, fedele alla sua scelta di totale disimpegno rispetto alla propria professione, grazie ad Elena (Lucia Mascino), una sua ex alunna ancora invaghita di lui, ritornerà sui propri passi e regalerà ai suoi studenti una lezione da incorniciare. Giuliana (Margherita Buy), preside algida e controllata, per evitare sopraccarichi emotivi ha scelto di non avere figli ma, grazie all’incontro con il disarmante e tenero Brugnoli, uno studente abbandonato dalla madre, finirà per sciogliere il proprio cuore. Sullo sfondo Adam (Ionut Panut), uno studente rumeno, introverso ed un po’ secchione, che si invaghisce di Melania (Nina Torresi), una ragazza ribelle ed inquieta. Come nel precedenteGiulia non esce al sera, il regista marchigiano lascia che lo spettatore si lasci cullare, fino a “perdersi” in più storie e, più che analizzare da un punto sociologico, il microcosmo “scuola”, mette in scena, con passo felpato, le umane debolezze di quegli insegnanti che dovrebbero fungere da guida per quei ragazzi che, divorati da dubbi ed incertezze, si affacciano al mondo degli adulti. Un film corale, intimo ed ironico, delicato e divertente, (ispirato all’omonimo romanzo di Marco Lodoli) che, senza mai scivolare in retorici sentimentalismi, commuove e fa riflettere sugli inveterati cortocircuiti che si stabiliscono, inevitabilmente, tra il mondo degli adulti e quello degli adolescenti. La narrazione è ben calibrata ma, nel corso della vicenda, ci si affeziona talmente al personaggio eccentrico e surreale del professor Fiorito (interpretato da un Herlitza in stato di grazia) che dispiace ogni qual volta esce di scena. Margherita Buy, lima e sottrae, ed è perfetta nell’interpretare il ruolo più dolce che le sia stato mai affidato sullo schermo. Convincenti la tenera Lucia Mascino ed i giovanissimi attori esordienti, tra cui spicca una solare D’Amico.

Per l’intervista al regista Giuseppe Piccioni, l’antologia della critica e della critica online del film si rimanda al volume di Ignazio Senatore: “Conversazione con Giuseppe Piccioni” – 2013 -Falsopiano Editore

 

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