In ginocchio da te di Ettore Maria Fizzarotti – Italia – 1964 – Durata 95’– B/N

18 Agosto 2022 | Di Ignazio Senatore
In ginocchio da te di Ettore Maria Fizzarotti – Italia – 1964 –  Durata 95’– B/N
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Gianni Traimonti (Gianni Morandi), vive con il papà Ginone (Gino Bramieri ) e lo zio Raffaele (Raffaele Pisu) nella campagna emiliana. Ricevuta la cartolina militare, è assegnato a Napoli in una caserma diretta dal distinto ed elegante colonnello Enzo (Enrico Viarisio). Ma a gestire le giovani reclute è il maresciallo Antonio Todisco (Nino Taranto), un tipo sveglio che arrotonda lo stipendio consegnando ai militari delle divise con delle taglia enormi e, costringendoli a dover rivolgersi per le modifiche alla sartoria De Micheli, dove lavorano la moglie Santina (Dolores Palumbo) e la figlia Carla (Laura Efrikian). Tra Gianni e Laura scatta del tenero ed i due iniziano a frequentarsi ed a scambiarsi dichiarazioni d’amore. Gianni ha una bella voce, partecipa al concorso radiofonico organizzato da “Radio gavetta” e vince i cinque giorni di licenza premio. Ma la ricca ed aristocratica Beatrice Di Bassano (Margaret Lee), sorella di un commilitone, lo invita a trascorrere con lei i cinque giorni in un’isola. Carla ha il cuore spezzato ma…

Fizzarotti firma uno dei “musicarelli”, (genere cinematografico nato in Italia nel ’58 con il film Nel blu dipinto di blu diretto da Piero Tellini e tramontato rapidamente, agli inizi degli anni Settanta) più riusciti ed imbastisce una trama che (naturalmente) prende spunto dalla canzone che dà il titolo al film e che mette in evidenza le doti canore del protagonista. In questo film il regista prova ad inserire dei brani musicali all’interno di un film e di utilizzarli com elementi di raccordo di un racconto ma finiscono per lo più da fungere come spartiacque tra una scena e l’altra. Il risultato è anche una canzone orecchiabile come quella che da il titolo al film,  affoga in un plot privo d’ispirazione. Come prevedibile, infatti, anche in questo film, come il genere impone, il protagonista è un cantante (sconosciuto) dalla bella voce che trova l’anima gemella, fa un passo falso, sconta l’allontanamento dall’amata, ma poi si riconcilia con lei e a coronare il più classico lieto fine, ottiene l’agognato successo. Morandi se la cava con la sua innata simpatia e Laura Efrikian, con il faccino acqua e sapone, suscita tenerezza. Ma, a ben vedere, al di là delle doti canore di Morandi, a reggere il film, è Nino Taranto, attore della vecchia scuola teatrale napoletana, A completare il cast uno stuolo di valenti caratteristi: Gino Bramieri (che parla romagnolo), Raffaele Pisu, Dolores Palumbo, Carlo Taranto, Vittorio Congia ed Ave Ninchi. Diretto da Fizzarotti, Gianni Morandi, interpreterà lo stesso anno di Non son degno di te e i successivi Chimera (‘65), Se non avessi più te (‘66), e nel ‘65 Altissima pressione per la regia di Enzo Trapani.  Cameo di Enzo Tortora nei panni di un giornalista televisivo. Brani a parte, le musiche sono di Ennio Morricone. 

Per un approfondimento sul tema “Cinema e musica” si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Cantanti, musicisti e rock band”, edito da Arcana.

 

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