Interno berlinese di Liliana Cavani – Italia -1985 – Durata 118’

2 Maggio 2020 | Di Ignazio Senatore
Interno berlinese di Liliana Cavani – Italia -1985 – Durata 118’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Berlino 1938. Lousie Von Hollendorf (Gudrun Landgrebe) elegante e bella signora dell’aristocrazia berlinese è sposata con Heinz (Kevin McNally) un diplomatico in ascesa, funzionario del Ministero degli Esteri. Stanca ed annoiata frequenta un corso di disegno all’Istituto d’Arte Germanica dove incontra Mitsuko Matsugae (Mio Takaki) la giovane e magnetica figlia dell’ambasciatore giapponese. E’ amore a prima vista e le due donne, lontano da sguardi indiscreti, danno vita ad un’infuocata relazione e s’incontrano segretamente nell’Hotel Leipzig. Mitsuko è gelosa di Louise e la costringe a stare sempre più tempo fuori casa e a disertare gli incontri mondani al fianco del marito. Heinz teme lo scandalo ma, ben presto Mitsuko strega anche lui ed i tre danno vita ad un perverso triangolo amoroso. Mitsuko è gelosa e somministra ogni sera ai coniugi del sonnifero per evitare che facciano l’amore. La loro relazione è sulla bocca di tutti, scoppia lo scandalo ed Heinz prova ad organizzare con le due donne una fuga ad Amburgo ma Mitsuko convince i suoi amanti a darsi insieme la morte con il veleno.

Cavani si ispira al romanzo La croce buddista di Junichiro Tanizaki (1928) ma ambienta la vicenda a Berlino nel 1938 e lascia che la vicenda si dipani da un lungo flashback a partire dalle confessioni che Luoise, sopravvissuta al suicidio, affida ad un professore perseguitato dai nazisti. Il film è attraversato da un’atmosfera elegante e raffinata e gli amori che fanno da sfondo alla vicenda sono filmati con uno sguardo caldo ma pudico. Più che un tormentato e tragico triangolo amoroso la regista contrappone l’eleganza di Louise e la bellezza di Mitsuko alla volgarità ed agli orrori dei nazisti.

La regista non si rifugia in esaltazione decadente della bellezza o in un vacuo sentimentalismo e ci descrive Mitsuko come una donna da un fascino così magnetico ed accecante da stordire e mandare alla deriva Louise ed Heinz. Perversa, tormentata e dalla forte personalità, Mitsuko domina i suoi amanti, li mette l’uno contro l’altro ed impone loro le sue regole ferree fino a spingerli al suicido. L’ambientazione è raffinata ed i costumi che indossa Mitsuko, firmati da Jusaburo Tsujimura sono da collezione. A rendere ancora più torbida la vicenda l’ingresso in campo di Joseph Benno (Andrea Prodan) un insegnante di disegno che avvicina Louise e le confida di essere l’amante di Mitsuko, di attendere un figlio da lei e le impone di firmare un atto nel quale lei accetta di dividere Mitsuko con lui; ma è un impotente, mezzo svitato e le sue affermazioni sono solo frutto delle sue malsane fantasie. Sullo sfondo lo scandalo che ha coinvolto il generale Von Heiden (Massimo Girotti) amante di un pianista.

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