La settimana della sfinge

20 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore
La settimana della sfinge
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Gloria (Margherita Buy) cameriera in un piccolo ristorante per camionisti nell’Appennino romagnolo, esperta in enigmistica, s’innamora a prima vista di Eolo (Paolo Hendel). Per seguirlo lascia il lavoro e prova a legarlo a sé ma lui, inguaribile seduttore, continua a correre dietro ad ogni sottana. Gloria s’imbatte in Sara (Delia Boccardo), madre apprensiva e fin troppo preoccupata per il figlio adolescente ed in Ministro (Silvio Orlando), un ladruncolo da strapazzo che le presenta Gianni, il gestore di un lido che l’assume come animatrice di “Radio Spiaggia”. Dopo aver rincorso invano Eolo, Gloria sempre più delusa, nervosa ed irascibile, finisce per mettersi nei pasticci con la polizia. Sul finale, Eolo le dichiara il suo amore ma Gloria, ormai cresciuta e più sicura di sé, lo abbandona e, guardando con ottimismo al futuro, parte per nuove avventure.

Favola leggera come una piuma diretta da un regista che, pur sapendo dosare bene i tempi della commedia, trae maggior forza ed ispirazione da temi più “impegnati” che sfiorano il sociale ed il politico. Il plot narrativo ruota sui vani tentativi della protagonista di espugnare il cuore di Eolo, eccentrico ed irresistibile antennista. Luchetti fa il verso a L’uomo che amava le donne ma depura Eolo da quell’alone di romanticismo decadente che caratterizzava il protagonista del film diretto da Francois Truffaut e lo dipinge come un piccolo cialtrone, insensibile ed egoista che, dopo aver sedotto Gloria, disinteressandosi delle sue pene amorose, continua a fare il galante con tutte le donne che incontra. Gloria, con il suo visino acqua e sapone e la sua aria candida, fragile ed ingenua, suscita tenerezza ed empatia e, sul finale, troverà il modo di riscattarsi, abbandonando il suo amato. Alcuni quadretti sono divertenti ed é da antologia la scena di Eolo che da bambino sviene e cade da un albero non appena la sua fidanzatina le dichiara l’amore che nutre per lui. Convincenti Hendel e Buy. In apertura ed in coda “Tutto quello che le donne non dicono” cantata da Fiorella Mannoia.

Per l’intervista completa a Daniele Luchetti, l’antologia della critica e della critica online del film si rimanda al volume di Ignazio Senatore: “Daniele Luchetti racconta il suo cinema” – 2014 -Falsopiano Editore

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