Le avventure galanti del giovane Moliere di Laurent Tirard – Francia – Durata 120’

15 Giugno 2024 | Di Ignazio Senatore

Francia 1644. Jean Baptiste Poquelin, in arte Molière (Romain Duris), giovane commediografo, soffocato dai debiti, è costretto, per bancarotta, a sciogliere la sua compagnia teatrale.

Finito in prigione, ottiene la libertà grazie all’aiuto di Jourdain (Fabrice Luchini), un uomo ricco, sposato con Elmire (Laura Morante) e padre di Henriette (Fanny Valette), la primogenita e di una bambina.

Segretamente innamorato della giovane nobildonna Celimene (Ludivine Sagnier), Jourdain chiede a Moliere di scrivergli un atto unico per sedurla e di insegnargli l’arte della recitazione.

Per non destare sospetti, Jourdain lascia credere alla moglie che Moliere, (che si fa chiamare Tartuffe),  sia un precettore scelto per istruire la figlia più piccola. Ben presto Elmire intuisce l’inganno e, dopo aver letto per caso lo scritto di Moliere destinato a Celimene, se ne innamora, ricambiato.

Intanto Dorante (Edouard Baer), un nobile truffaldino, approfitta dell’ingenuità di Jourdain e non solo gli spilla del denaro, ma gli lascia credere che Celimene ricambia le sue attenzioni.

Moliere lo smaschera e Dorante, messo alle strette, è costretto ad organizzare l’incontro tra Jourdain e Celimene. Convinto di aver trafitto il cuore dell’amata, Jourdain si reca nel suo salotto per recitare una piece che si rivela un vero fiasco. Deriso da Celimene e dalle sue damigelle, Moliere, con un colpo a sorpresa, lascia che Jourdain si vendichi poi della boriosa e saccente nobildonna.

Intanto Dorante, sommerso dai debiti, suggerisce a Jourdain di far sposare i loro figli, così da permettere al suo casato di conquistare i gradi di nobiltà. Nonostante l’opposizione di Elmire e di Henriette, Jourdain organizza il matrimonio ma…. 

Con questa commedia degli equivoci, divertente, piena di ritmo e di brio, Tirard descrive con sagacia il clima che si respirava in Francia nella metà del Seicento e mostra Moliere come un giovane audace e romantico, dotato di spirito e lesto nel cavarsela quando si trova nei pasticci.

Il regista lascia che la vicenda si sviluppi da un flashback che mostra il commediografo rievoca le vicende risalenti quattordici anni prima.

Il film dall’ambientazione elegante e dai raffinati costumi d’epoca, è sorretto da dialoghi travolgenti e impreziosito dall’esuberante recitazione di Duris e da quelle tenere e volutamente goffe di Luchini e quelle misurate della Morante.

Un bel taglio in fase di montaggio avrebbe giovato alla fruizione del film e il finale lacrimevole, infine, stride con la leggerezza dell’intera vicenda.

 

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