Le verità negate (Irresistible) di Ann Turner – Australia – 2006 – Durata 103

4 Febbraio 2020 | Di Ignazio Senatore
Le verità negate (Irresistible) di Ann Turner – Australia – 2006 – Durata 103
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Sophie Hartley (Susan Sarandon), illustratrice di successo, è sposata con Craig (Sam Neill) ed è la madre di due splendide bambine, Ruby ed Ellie. Un vestito qualche foto di famiglia ed un pelouche scompaiono misteriosamente e Sophie è sempre più convinta che in sua assenza, qualche sconosciuto sia entrata nel suo appartamento. Craig non le dà peso e, con il passare di giorni, si convince sempre più che la moglie stia scivolando nella follia. Sophie sospetta che Mara Toufiey (Emily Blunt), l’affascinante collaboratrice del marito, sposata e madre di una bambina, voglia portarle via Craig e le sue deliziose creature. Dopo averla pedinata, Sophie s’introduce a casa sua ma è smascherata ed è condannata dal giudice a starle alla larga. Sophie intuisce che il marito non è insensibile al fascino di Mara, non demorde e, sul finale, smaschera la sua persecutrice ma la verità nella quale s’imbatte è così spiazzante da toglierle il respiro; Mara è sua figlia, nata quando aveva diciotto anni e data in adozione, su pressione dei genitori. Costretta a vivere in un istituto fino all’età di dieci anni e poi data più volte in affidamento, Mara aveva covato negli anni, odio e rancore nei confronti di chi l’aveva messa al mondo e poi abbandonata. Nel finale madre e figlia si ritroveranno nuovamente unite e l’una al fianco dell’altro ma un altro ed inaspettato colpo di scena rimescolerà nuovamente le carte.

Thriller psicologico di buona fattura, ambientato a Melbourne, costruito con estrema precisione nel rispetto dei classici cliché del thriller e che, sin dalle prime battute, pone lo spettatore di fronte ad un dilemma; la mente di Sophje è in disordine o qualcuno sta veramente tramando alle sue spalle? La regista australiana avvolge la narrazione con dei caldi colori pastello e lascia che la tenace, irrequieta e dolente figura di Mara diventi l’elemento perturbante intorno alla quale ruota l’intera vicenda. La regista dosa alla perfezione ritmi e tempi lasciando che la temperatura della pellicola s’innalzi sequenza dopo sequenza, fino al doppio svelamento finale e si concede qualche piccola incursione nell’horror (da un bellissimo vaso che Sophie riceve in regalo si sprigionano migliaia di vespe). Peccato per una scrittura visiva un po’ piatta e scolastica e per la sofferenza di Sophie per la morte della madre lasciata troppo sottotraccia. Ottima la colonna sonora (tra i brani Time after time di Cindy Lauper).

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