L’inventore di favole (Shattered glass) di Billy Ray – USA – 2003 – Durata 95’

3 Agosto 2020 | Di Ignazio Senatore
L’inventore di favole (Shattered glass) di Billy Ray – USA – 2003 – Durata 95’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Un gruppo di quindici redattori con l’età media intorno ai ventisei anni fonda “The New Republic”. Grazie allo stile asciutto e grintoso la testata conquista sempre più consensi ed è letta dalle persone che contano. Stephen Glass (Hayden Christensen) è il più giovane di tutti e la sua specialità è andare a caccia di scoop che fanno colpo sul lettore. Un suo articolo su dei giovani repubblicani ad una convention dei conservatori è una bomba e svela degli inquietanti retroscena; i giovani partecipanti scolavano alcolici, usavano droghe e non disdegnavano incontri con delle prostitute. Il suo pezzo contiene però una serie di imprecisioni ma Michael (Hank Azaria) il direttore del giornale difende Stephen a spada tratta ed è licenziato dalla proprietà. Il giornale è affidato a Chuck Lane (Peter Sarsgaard) un redattore giovane ed inesperto ma dalle grandi capacità organizzative ed umane. Stephen continua a pubblicare articoli ma un pezzo dal titolo “Hack Heaven” scatena la curiosità di un paio di giornalisti di una testata on-line che scoprono che la storia fa acqua da tutte le parti. Lane ci ficca anche lui il naso e s’accorge che quasi la metà degli articoli che Glass aveva pubblicato sul New Yorker erano inventati o inesatti. Messo alle strette, Chuck  prova, invano, a difendersi ma è licenziato in tronco.

Basato su un famoso scandalo giornalistico che scoppiò in America nel 1998, Stephen Glass, nastro nascente del giornalismo americano, è descritto come un ragazzo, dal faccino tenero e dai modi gentili, fragile ed indifeso ma dotato di una fantasia fin troppo spiccata che lo spinge a citare personaggi, fatti e circostanze partorite solo dalla sua mente malata. Più che un soggetto perfido, malvagio o corrotto Stephen appare come un bugiardo patologico ed una persona problematica che, per rendere credibili gli articoli, depista i colleghi, allestisce siti web e segreterie telefoniche fantasma e spaccia il numero telefonico del fratello facendolo passare per quello di un sedicente hacker. Il regista apre il film con Stephen che si rivolge a degli studenti di un corso di giornalismo e le ultime inquadrature ci mostrano però che anche la lezione agli studenti era frutto della sua immaginazione. Tratto da un articolo di Buzz Bisisnger.

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