Lo spettro di Riccardo Freda -Italia – 1963

31 Luglio 2015 | Di Ignazio Senatore

Ambientato in Scozia, nel 1910. Il dottor John Hichcock (Leonard G. Elliot), sposato con Margaret (Barbara Steele), paralitico, é inchiodato su una sedia a rotelle. Appassionato di sedute spiritiche, che utilizza per ampliare ancor più le sue conoscenze scientifiche.

Per poter esplorare i territori dell’ignoto, assume una sostanza che necessita poi, di un antidoto che gli somministra il giovane dottore Charles Livingstone (Peter Baldwin). Hichcock è molto malato e, Margaret, amante di Charles, lo invita a porre fine all’esistenza del marito.

Lui tentenna, poi, alla fine, cede alle sue richieste. Alla lettura del testamento, si scopre che il defunto ha donato i due terzi dei beni, compreso denaro e gioielli, agli orfanelli del reverendo Owens (Umberto Raho). Ma la chiave per aprire la cassaforte, che custodisce soldi e gioielli, è scomparsa.

Katherine (Harriet White), l’anziana cameriera, ricorda a Margaret che è sepolta nella tomba di John. Margaret la recupera, ma scopre che la cassaforte è vuota. Il fantasma di John aleggia nella casa e Margaret, ossessionata dalle sue improvvise apparizioni/sparizioni, è sul punto di impazzire.

Charles, divorato dai sensi di colpa, vuole tagliare la corda ma Margaret, nel cercare di fermarlo scopre che in una valigia sono nascosti i gioielli e lo uccide. Quando Margaret scopre che John è vivo e che aveva ordito tutta la messinscena con la complicità di Katherine, impazzisce.

Hichcock si vendica di lei, facendole assumere del curaro che la paralizzerà a poco a poco.

Alla moglie confessa che, avendo intuito che lei e Charles volevano ucciderlo, aveva sostituito il curaro con un farmaco che gli aveva donato una morte apparente e, grazie alla complicità di Katherine, aveva caricato a salve la pistola con la quale lei aveva tentato di ucciderlo e messo i gioielli nella borsa di Charles, Hichcock uccide Katerhine, perché scomoda testimone e ingerisce una dose di curaro, credendo che sia gin.

Quando chiede l’antidoto a Margareth, lei volontariamente lascia che il flacone si rompa in mille pezzi, condannandolo alla morte.

Freda, accreditato come Robert Hampton, dirige un horror inondato dei classici codici iconografici del genere (il fantasma del dottor Hichcock che sbuca all’improvviso dietro una tenda e va incontro alla moglie, muovendosi come un robot; gocce di sangue che piovono dal soffitto; candelabri che oscillano dal soffitto, le tende gonfiate dal soffio del vento che ulula) e impreziosisce la vicenda con le spettrali sedute spiritiche che fanno il loro ingresso di tanto in tanto sullo schermo.

Sono molti i contatti con il precedente L’orribile segreto del dottor Hichcock, non solo perché nel cast sono presenti sia Barbara Steele che Harriet Medin, ma il protagonista, dallo stesso nome, non è il perverso dottore necrofilico, bensì un amante dell’ignoto. Inoltre, le atmosfere dei due film sono completamente diverse sia per epoca che per ambientazione.

Nelle prime battute del film, Freda depista lo spettatore e mostra Margaret come una moglie affettuosa che impedisce al marito John di uccidersi con una pistola e, successivamente, mentre gli fa la barba con un rasoio affilato, premurosamente gli suggerisce di non muoversi per non tagliarlo.

Nel corso della vicenda, però, la tenera Margareth getta la maschera e si rivela cinica e perfida, per superarsi nell’imperdibile finale.

Il film, uno dei capolavori del genere, ed è da incorniciare  la scena, dal sapore necrofilico che mostra Margaret che, per recuperare il tesoro, non disdegna di profanare la morte del marito, che crede morto.

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