Machan – La vera storia di una falsa squadra (Machan) di Uberto Pasolini – Italia, Germania, Sri Lanka – 2008 – Durata: 110’

12 Agosto 2022 | Di Ignazio Senatore
Machan – La vera storia di una falsa squadra (Machan)  di Uberto Pasolini – Italia, Germania, Sri Lanka  – 2008 – Durata: 110’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Colombo. Sri Lanka. Stanley (Dharmapriya Dias) ed il suo amico Manoj (Gihan De Chickera) hanno un sogno; ottenere il visto per trasferirsi in Germania, trovare un lavoro e spedire poi dei soldi alle proprie famiglie. Dopo l’ennesimo rifiuto, leggono di un campionato di pallamano che si terrà a settembre di in Baviera e, fingendo di far parte dell’inesistente nazionale di pallamano dello Sri Lanka, riescono a farsi invitare dalla Federazione tedesca. Ma la squadra deve essere composta da sedici giocatori, accompagnata da un dottore ed un manager e  la documentazione deve essere  corredata da una foto della squadra in divisa. Stanley e Manoj vanno nel panico, ma riescono, non con qualche sacrificio, a reperire le maglie, sulle quali stampano la scritta SLNHF. In un lampo reclutano come componenti della squadra dei disperati alla ricerca di un futuro migliore, persone che come loro, non solo non conoscono le regole del gioco, ma che non hanno mai visto, nemmeno in televisione, una partita di pallamano. Grazie agli agganci di Suresh (Dharshan Dharmaraj), un truffatore da strapazzo, riescono ad ottenere dei passaporti falsi e delle presunte autorizzazioni dal Comitato Olimpico dello Sri Lanka. Partiti, con la paura di essere smascherati ed arrestati, giocano nella prima gara e perdono 72 a zero e nella seconda 52 a 0. L’orgoglio e l’attaccamento alla bandiera, smuoveranno un po’ le acque?

Commedia originale e deliziosa, tratta da una storia vera, diretta con dissacrante ironia ed un tocco di sana follia, da Uberto Pasolini, produttore di Full Monthy ed autore dell’imperdibile capolavoro Still Life (2012). Il regista italiano (nessuna parentela con il grande Pier Paolo, bensì nipote dell’insuperabile Luchino Visconti), all’esordio, affronta con garbato umorismo, lo spinoso tema dell’immigrazione e mette in campo un gruppo di diseredati che, volando in un Germania ed abbandonando amici, parenti ed affetti, prova a dare una svolta alla propria vita. Disincantati e consapevoli della difficoltà del loro viaggio verso l’ignoto, non sono neppure minimamente sfiorati dall’idea di dover allenarsi per affrontare i temibili avversari e quando provano a comprendere su quali regole si fonda la pallamano, un attimo dopo, comprese le difficoltà insite nel gioco, ritornano alla loro dura realtà e si concentrano su come ottenere le finte autorizzazioni ed i passaporti falsi. I pezzi forti del film sono però le spassosissime partite dei nostri eroi, totalmente in balia degli atletici e scattanti avversari. A rendere ancora più irresistibili le scene delle loro catastrofiche performance, un accattivante  e spensierato brano musicale.

Per un approfondimento sul temaCinema e sportsi rimanda al volume di Ignazio Senatore “Quando il campione recita”, edito da Absolutely Free.

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