Marco D’Amore: “Il racconto può essere terapeutico”

27 Marzo 2020 | Di Ignazio Senatore
Marco D’Amore: “Il racconto può essere terapeutico”
Ignazio Senatore Intervista...
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Anche Marco D’Amore ha spostato in rete i suoi impegni d’attore, giovane e affermato, ha accolto l’invito dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli #nonfermiamolacultura.. Dopo le sue seguitissime letture per il Museo degli Uffizi, stasera alle ore 20,00 interverrà sulla pagina dell’Assessorato, sul tema “C’era una volta”.

Come mai ha scelto un titolo così regressivo e pieno di fascino, che ci riporta in qualche modo alle favole della nostra infanzia?

“C’è in questi giorni in città un fiorire di iniziative e penso che il narrare e il raccontare sia sempre al centro delle nostre vite.”

Da dove è nata l’idea?

“Circa un mese fa sono stato invitato da Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo e dagli altri amici, a tenere uno spettacolo al Nest. E’stata una serata bellissima e per due ore, come fosse per me una necessità, ho costruito racconti.”

Per venerdì ha invitato le persone a inviarle suggerimenti, tracce, percorsi da sviluppare inerenti al tema che ha proposto. Si aspetta molti stimoli?

“Credo che la gente sia incuriosita dal tema e mi aspetto delle sorprese.”

Novello Sheherazade, come la protagonista de “Le mille  una notte”, racconterà storie?

“Si, leggerò dei brani, dei frammenti di racconti che hanno colpito sia la mia fantasia di lettore, che quella di attore e proporrò quelli che hanno contribuito a rendere ancora più appassionata la mia educazione letteraria. Non ho ancora scelto una griglia precisa, ma leggerò sia brani di autori italiani che stranieri.”

Non crede che il raccontare abbia una valenza terapeutica?

“Assolutamente si, nella misura in cui, grazie all’ascolto delle storie, esorcizziamo le nostre paure, proviamo dolore o piacere e, dopo una lettura non siamo mai più gli stessi di prima.”

Condivide allora in pieno l’incipit di una poesia di Emily Dickinson: “Non c’è nessun vascello che, come un libro, possa portarci in paesi lontani…”?

“Assolutamente si:”

Farà ascoltare anche dei brani musicali?

“Si, perché esistono anche i racconti in musica.”

Oltre ad essere un attore famoso, (in molti la riconoscono nei panni di Ciro L’immortale) è anche un valente sceneggiatore e ha esordito, recentemente, dietro la macchina da presa. Proporrà anche racconti tratti da film? Su tutti penso a “Nella casa” di Francopis Ozon, dove il professore, magistralmente, spiega all’alunno quali sono i fondamenti intorno al quale si basa un racconto.

“E’ un film che ho visto e che amo. Si, pescherò anche nel cinema, anche perché i film fanno parte del romanzo popolare di una nazione. Penso a quelli di taglio civile, a quelli degli anni Settanta a quelli di Rosi, Petri e interpretati da Gian Maria Volontè, che hanno contribuito alla crescita e alla conoscenza del nostro paese.”

Articolo pubblicato su il Corriere del Mezzogiorno – 27-3-2020

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