Quando tramonta il sole di Guido Brignone – Italia – 1956– Durata 99’ – B/N

17 Luglio 2026 | Di Ignazio Senatore

1899. Napoli. Un editto del prefetto piemontese vieta che in città possano circolare i pianini meccanici, che diffondono per i vicoli le dolci e struggenti melodie napoletane.

Salvatore Gambardella (Carlo Giuffrè), un fabbro-ferraio, compone per diletto della musica e si accompagna all’amico Peppino (Giacomo Rondinella), dotato di una bella voce. Entrambi, coinvolti gli altri musicisti, guidano la rivolta e scendono tutti in piazza per protestare e ottengono, in un lampo, che l’editto sia revocato.

Salvatore ha un bell’orecchio musicale, ma, non conoscendo note e spartiti, non può fare altro che fischiettare il motivetto che ha ideato e recarsi assieme a Peppino, che canta le strofe, da un maestro che trascrive su un pentagramma, testo e musica.

Salvatore compone il brano O marenariello ed é un enorme successo. Avendo intuito il suo talento, Don Vincenzo, lo licenzia, così potrà occuparsi solo della musica. …Salvatore trova un editore, Don Ferdinando Bideri (Mario Carotenuto), che gli offre un contratto vantaggioso e s’innamora di Carolina (Maria Fiore), nipote di Don Ferdinando, allieva del Conservatorio. Giovanna, intanto, una prostituta, che Salvatore conosce da bambina, gli svela che è stata venduta dal suo protettore a un americano e, se riesce a racimolare un milione, non parte più per l’America.

Salvatore promette di aiutarla e partecipa, sotto falso none, a un concorso editato da Bideri, che ha messo in palio un milione.

La sua canzone vince il primo premio, ma Bideri lo smaschera, e la squalifica, nonostante Consuelo (Abbe Lane), nota cantante internazionale, abbia cercato di convincere l’editore a recedere dalla sua decisione.

Pur di aiutare Giovanna, Gambardella accetta il denaro che gli offre un editore musicale milanese (Alberto Rabagliati) che gli impone di partire, nei prossimi giorni, per Milano, assieme a Peppino, e comporre lì i suoi brani.

Salvatore arriva trafelato al porto, ma la nave con Giovanna è già salpata. A Milano, Salvatore incontra nuovamente Consuelo, i due s’innamorano e vanno insieme in tournée in giro per l’Europa e tra le hit a furoreggiare è il brano Ninì Tirabusciò. Lui è, però, geloso dei troppi pretendenti che ruotano intorno a Consuelo e, divorato dalla nostalgia della sua città natale, sente spegnere sempre più la sua ispirazione. Tornato a Napoli e ritorna tra le braccia di Carolina e la sposa.

Durante i festeggiamenti del matrimonio, per il troppo stress, Salvatore si sente male. Prima di morire, accompagnato dal fido Peppino, decide di fare un giro in carrozzella per Napoli e spira vendendo stagliarsi di fronte a lui il mare.

Film musicale, che propone una biografia romanzata di Salvatore Gambardella, musicista e paroliere di alcuni classici della canzone napoletana.

La struttura narrativa è più esile della carta velina e, sin dalle prima battute, mostra il tenero Gambardella, dal cuore d’oro, che prova, invano, a salvare la sorte della sventurata Giovanna e, per lei accetta di trasferirsi nella nebbiosa e fredda Milano.

Per provare a movimentare un po’ la trama, il regista romano, alla sua terz’ultima regia, inserisce la love-story tra Gambardella e Consuelo ma, come prevedibile, il cuore del romantico compositore, batte solo per la sanguigna e meno sofisticata Carolina.

Con il finale strappalacrime, Brignone punta direttamente ai fazzoletti e la sua scelta funge da contraltare al tono leggero e romantico della vicenda.

 

 

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