New York 1906. Dei filmati in bianco e nero nei titoli di testa rievocano alcuni degli eventi più importanti di quegli anni.
Tra questi, l’installazione di una statua che ritrae un nudo femminile, con le sembianze della ballerina Evelyn Nesbit, opera del celebre architetto Stanford White (Norman Mailer). Harru Kendal Thaw (Robert Joy), il milionario marito di Evelyn, ritiene White responsabile di questo affronto e gli chiede, ripetutamente, di rimuovere la statua.
L’artista non gli dà ascolto e, dopo qualche tempo, Thaw lo uccide, con un colpo di pistola.
Su mandato della ricchissima madre di Thaw, gli avvocati chiedono a Evelyn, unica erede del patrimonio del marito, in cambio di un milione di dollari, di testimoniare contro Thaw e di descriverlo come una persona mentalmente instabile e disturbata.
Thaw, non è condannato a morte ma, considerato folle, è internato in manicomio. Rimangiandosi la promessa data, la cinica madre di Thaw fa recapitare a Evelyn la misera somma di venticinquemila dollari.
Una cameriera nera scopre un neonato nel giardino del proprietario di una fabbrica di fuochi d’artificio (James Olson) e della moglie (Mary Steenburgen).
I due ricchi coniugi decidono di accogliere in casa il neonato e Sarah, la madre. Qualche tempo dopo, si presenta nella loro villa Coalhouse Walker Jr, (Howard Rollins), un pianista nero, che dichiara di essere il padre del neonato.
L’uomo, distinto e ben educato, rimane vittima di uno scherzo di cattivo gusto ad opera di Willie Conklin (Kennet Mc Millan), un pompiere razzista, che gli fa trovare, sul sedile anteriore della sua auto, degli escrementi. Coalhouse vuole giustizia e chiede a un polizi
otto, prontamente allertato, che il pompiere pulisca il sedile dell’auto. Il poliziotto, dopo avergli consigliato di dimenticare l’accaduto, nonostante le civili proteste di Coalhouse, lo arresta. Mai domo, Coaalhouse, si rivolge a degli avvocati, che, in coro, gli ripetono che non può ottenere giustizia.
Sempre più esasperato e deluso, dopo la morte di Sarah, con alcuni amici, Coalhouse si barrica nella Morgan Library, la biblioteca della città, e minaccia di farla esplodere, se Conklin non pulisce l’auto. Accorre il commissario di polizia (James Cagney) che, schiera intorno alla biblioteca degli agenti.
Colhouse ordina ai suoi uomini di abbandonare la biblioteca e, in segno di resa, esce dal portone della biblioteca con le braccia alzate, E’ freddato dai poliziotti. Intanto, Evelyn Nesbit prosegue la carriera artistica.
Forman (Qualcuno volò sul nido del cuculo, Amadeus, Valmont…), preferito a Robert Altman, traspone sul grande schermo l’omonimo romanzo di E. L. Doctorow e dirige un film che, saltella da una storia all’altra.
La vicenda, arricchita dai magnifici costumi e dalle splendide ambientazioni, fotografa alla perfezione quel ricco mondo borghese, razzista, e spensierato, dell’America dei primi del Novecento,
Nonostante i tagli imposti da De Laurentis, il film avrebbe meritato un’ulteriore sforbiciata in fase di montaggio.
Infatti, la vicenda è popolata da troppi personaggi, molti dei quali solo abbozzati. Il titolo del film rimanda a quel genere musicale sincopato, antenato dello swing e del jazz, in voga in America alla fine dell’Ottocento e del primo Novecento.
Ultima interpretazione di James Cagney. Particine per Jack Nicholson e Samuel L. Jackson. Candidato a otto premi Oscar.
L’assassinio per gelosia dell’architetto White, interpretato dallo scrittore Norman Mailer, è stato rievocato nei film L’altalena di velluto di Richard Fleischer e ne L’innocenza del peccato di Claude Chabrol.
Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.
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