Se Wes Anderson rifà L’oro di Napoli

30 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore
Se Wes Anderson rifà L’oro di Napoli
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I registi cult? Si contano, ormai, sulle dita di una mano. Uno di questi è indiscutibilmente Wes Anderson, cineasta texano, pluricandidato all’Oscar celebrato autore d’avanguardia dei grotteschi e surreali I Tenebaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Il treno per il Darjeeling, Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore edel recentissimo Gran Budapest Hotel. Intervistato durante il Lisbon And Estoril Film Festival da Playlist, Anderson ha sorpreso tutti dichiarando di voler realizzare una pellicola corale, in stop motion, composta da sette episodi, ambientati a Napoli e legati tra loro come quelli de L’oro di Napoli, film del 1954 diretto da Vittorio De Sica ed interpretato da Totò, Sophia Loren, Eduardo De Filippo, Tina Pica e Silvana Mangano. Il tema unificante è ancora top secret, c’è ipotizza un’incursione nel cinema d’animazione, ma i suoi numerosi estimatori sono già certi che il regista laureato in Filosofia all’Università del Texas, è già al lavoro insieme al suo fido collaboratore Roman Coppola. Dopo Quentin Tarantino, divoratore dei tanti bistrattati B-movie italiani la scelta di Anderson è un’ulteriore conferma dell’attenzione dei registi a stelle e strisce nei confronti di un maestro indiscusso del cinema internazionale come De Sica, morto esattamente quarant’anni fa.

 

Articolo pubblicato il 13 novembre 2014 su Il Corriere del Mezzogiorno

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