Selfie di Agostino Ferrente

10 Ottobre 2019 | Di Ignazio Senatore
Selfie di Agostino Ferrente
Recensioni Film di Ignazio Senatore
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Nell’estate 2014 un carabiniere, pistola in irrompe in una sala giochi per arrestare un latitante. Per lo spavento i ragazzi scappano e il sedicenne Davide Bifolco è colpito alle spalle da un colpo partito “accidentalmente” dall’arma del militare, condannato prima a quattro anni, pena ridotta a due e poi sospesa. Dopo la sentenza, Tommaso, il fratello di Davide, muore cinque giorni dopo d’infarto. Agostino Ferrente lascia che Alessandro, (garzone in un bar) e Pietro (sogna di fare il barbiere), raccontino i sogni e le speranze di chi vive(va), come Davide, in un quartiere della periferia di Napoli e, piuttosto che scegliere la malavita e i facili guadagni, vorrebbe condurre una vita “normale”. Disincatati e rassegnati, piegati da una vita che li ha già presi a schiaffi, i due, si riprendono con un IPhone, raccontano se stessi e intervistano amici e coetanei. Un racconto asciutto, senza fronzoli, lontano mille miglia dalla commerciale spettacolarità di Gomorra e dei suoi epigoni, che mette in campo due “eroi”, che sognano di abitare a Posillipo e lottare contro il destino.

Recensione pubblicata sulla Rivista Segno Cinema 219 – Settembre – Ottobre 2019

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