Shakespeare in love di John Madden – USA – 1998 – Durata 122’

9 Giugno 2024 | Di Ignazio Senatore

 Anno 1593. Londra è in gran fermento. Infatti, il Curtain, diretto da Richard Burbage e il Rose di Philip Henstone sono due teatri che si danno battaglia per contendersi autori e spettatori.

A rubare però la scena con le sue opere è Christopher Marlowe (Rupert Everett), ma Will Shakespeare (Joseph Fiennes) è uno dei giovani drammaturghi più appetiti dagli impresari teatrali.

Peccato che la sua vena artistica si sia prosciugata e che non riesca a scrivere una commedia. Will, infatti, spirito libero, dissipa il proprio talento tra le braccia di Rosalina (Sandra Reinton), una ragazza che lo tradisce senza scrupoli.

Ad una festa Will incontra Viola (Gwyneth Paltrow), promessa sposa al conte di Essex (Colin Firth). Tra i due é amore a prima vista e lei, appassionata di teatro, pur di star vicino all’amato, si traveste da uomo (alle donne al tempo era vietato calcare il palcoscenico) e recita nella sua compagnia.

Il dramma a cui Will sta lavorando narra la storia di un amore infelice tra due giovani veronesi; Romeo e Giulietta.

Le prove vanno avanti, ma Viola è smascherata e il teatro è chiuso. Viola si dona a Will, ma il conte Essex, pur avendo annusato il tradimento, la sposa egualmente. Il teatro riapre ed è il giorno della prima l’attore che interpreta Giulietta viene improvvisamente a mancare.

Viola, allora, in barba al divieto, sale sul palcoscenico e interpreta la protagonista. Fortuna che alla rappresentazione c’è la regina Elisabetta (Judi Dench)…

Con questa commedia sfarzosa John Madden (Il mandolino del capitano Corelli, Il debito, Mariglod hotel…) fa incetta di premi Oscar e narra, con molta libertà, mescolando verità e finzione, la genesi del capolavoro del Bardo.

Il ritmo è frizzante, i colpi di scena non mancano, i dialoghi accattivanti, ma i continui passaggi tra la finzione cinematografica e la rappresentazione di alcune scene dell’opera teatrale di Shakespeare, finiscono, inevitabilmente, per rallentare il ritmo narrativo.

A penalizzare ulteriormente la pellicola, la lunghezza eccessiva e la scelta poco credibile di travestire in maschio le dolce ed efebica Gwyneth Paltrow.

Nei e imperfezioni a parte, il film è però godibile e ha il pregio di mostrare uno dei momenti più alti del teatro elisabettiano.

Sono inoltre gradevoli le dispute tra gli attori di compagine teatrali diverse ed la descrizione delle difficoltà nel poter allestire una rappresentazione teatrale che non offendesse le convenzioni sociali e i divieti in uso a quel tempo.

Comments are closed.

Questo sito utilizza strumenti di raccolta dei dati, come i Cookie. Questo sito utilizza Cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi