Una storia senza nome di Roberto Andò

12 Ottobre 2019 | Di Ignazio Senatore
Una storia senza nome di Roberto Andò
Recensioni Film di Ignazio Senatore
0

Palermo. Valeria (Micaela Ramazzotti), anonima segretaria, scrive nell’ombra romanzi e sceneggiature per l’amato Pes (Alessandro Gassman) che, impunemente, raccoglie, in sua vece, fama e denaro. Ma la trama dell’ultima sceneggiatura ruota intorno ad un dipinto di Caravaggio trafugato e svela un losco traffico tra gli alti poteri dello Stato e la mafia. Andò, regista con i fiocchi, resta fedele alle sue ossessioni (la difficile distinzione tra  verità e finzione, la duplicità dell’anima umana, la denuncia politica-sociale). A questi aggiunge il cinema nel cinema e mette in bocca a Kunzie (Jerzy Skolimowski) regista del film (nel film), la famosa riflessione di Gloria Swanson in “Viale del tramonto”: “Il cinema è morto quando il pubblico ha deciso di usare le orecchie, oltre agli occhi. Così hanno aperto le loro bocche voraci e vomitato parole, parole, parole.” La trama in bilico tra giallo e psico-thriller dapprima intriga, ma poi si avvita su se stessa, diventando cervellotica e con delle soluzioni troppo rocambolesche. Renato Carpentieri giganteggia su un cast oleato alla perfezione.

Recensione pubblicata su Segno Cinema n 219 Settembre – Ottobre

Comments are closed.

Questo sito utilizza strumenti di raccolta dei dati, come i Cookie. Questo sito utilizza Cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi