Verso il sole (The sunchaser) di Michael Cimino – USA – 1996 – Durata 122’

27 Gennaio 2021 | Di Ignazio Senatore
Verso il sole (The sunchaser) di Michael Cimino – USA – 1996 – Durata 122’
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Brandon Monroe, detto Blue (Jon Seda), sedicenne meticcio (mezzo navajo, mezzo nero) è condannato a tredici anni per aver ammazzato il patrigno, un uomo violento che  lo picchiava. Il ragazzo è affetto da un tumore in fase terminale ed è affidato alle cure del dottor Michael Reynolds (Woody Harrelson), un medico rampante ed in procinto di diventare il responsabile del reparto di oncologia dell’UCLA Medical Center di Los Angeles. Blue scopre che ha due mesi di vita ed, affascinato da una vecchia leggenda navajo, decide di raggiungere un mitico lago nascosto tra le montagne che ha le proprietà di curare chiunque si immerga nelle sue acque. Per raggiungere lo scopo, sequestra Reynolds e con una pistola puntata contro, gli impone di dirigersi verso le sacre montagne del Colorado. Nel corso del loro viaggio Reynolds prova, invano, a convincere Blue di ritornare sui propri passi e di farsi ricoverare in ospedale.  Dopo aver tentato di scappare e di mettersi in contatto con la moglie Victoria (Alexandra Tydings), Reynolds finisce per legarsi a Blue, le cui condizioni cliniche peggiorano sempre più. Dopo varie peripezie, per mantenerlo ancora in vita, s’introduce nella farmacia di un ospedale e ruba alcuni farmaci. La polizia è sulle loro tracce, ma Reynolds riesce a raggiungere egualmente le montagne del Colorado. Del lago non sembra esserci nessuna traccia e solo allora Blue confessa a Reynolds che era solo una leggenda. Ma come d’incanto, una donna navajo indica loro la strada; Ben riesce a coronare il suo sogno e Reynolds, in manette, abbraccia all’aeroporto moglie e figlia.

In maniera un po’ convenzionale Cimino oppone al giovane, disadattato e violento Blue, il classico dottore in carriera, ambizioso ed arrivista sposato con una moglie che vuole a tutti i costi acquistare un appartamento da due milioni di dollari. Ma Cimino non è un regista superficiale e ci propone questa netta dicotomia per sottolineare ancor più due modi opposti di affrontare la vita; ammantata di una spiritualità laica (quella di Blue) e vuota e fittizia (quella di Reynolds). Come ogni road-movie che si rispetti alla fine del viaggio i due protagonisti non saranno più gli stessi; Blue, si allontana tra i monti in compagnia di uno stregone navajo e Reynolds, compresi i veri valori della vita, prende contatto con un frammento doloroso del passato; quando era piccolo, per esaudire un desiderio di Jimmy, il fratello undicenne, aveva staccato la spina del respiratore automatico a cui era attaccato. Il regista non scade nel sentimentalismo e costella il viaggio dei due protagonisti di alcuni colpi di scena (Reynolds è morso da un serpente a sonagli ed è aggredito da una banda di teppisti) di incontri fortuiti (una vecchia hippy che sembra una filosofa) e lascia che lo spettacolare paesaggio della montagna del Colorado faccia da cornice ad un finale commovente. Ed è la donna navajo (Talisa Soto)  che, prima di giungere al lago sacro, suggerisce a Reynolds la chiave per poter accostarsi alla spiritualità di un mondo a lui sconosciuto: “Forse lei non troverà niente lassù, a parte tante rocce e neve e dolore. Ma per la nazione Navajo, lì risiedono gli spiriti . La terra assume delle forme per dire le sue storie. Non vada lassù se non è preparato ad ascoltare.” Cameo di Anne Bancroft nei panni della dottoressa Baumbauber. Il titolo in originale (Cacciatore del sole) fa riferimento alla leggenda navajo e ad uno stregone, cacciatore del sole.

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