Professor Kranz tedesco di Germania di Luciano Salce – Italia, Brasile – 1978 – Durata 113’

13 Ottobre 2026 | Di Ignazio Senatore

Rio de Janeiro. Con l’aiuto dal piccolo Pelesinho, figlio della governante, Otto von Kranz (Paolo Villaggio) prova spacciarsi come mago-illusionista, ma le sue esibizioni si rivelano un fiasco colossale.

   Per guadagnare qualche cruzeiro, si improvvisa psicologo e, nel suo scalcinato e disadorno studio, riceve Raimunda (Maria Rosa), giovane prostituta, e la sorella Dosdoris (Vittoria Chamas). La prima è minacciata da Carcamano (Adolfo Celi), il suo protettore, un uomo senza scrupoli, e la seconda è sposata con Leleco (Josè Wilker), un impenitente dongiovanni, senza il becco di un quattrino.

   Riamunda frequenta Abdullah, uno sceicco arabo che viaggia in Rolls Royce, giunto a Rio per una conferenza dei produttori di petrolio.

   Von Kranz e le due sorelle, anche grazie all’aiuto del tassista Futtipaldi (Walter D’Avila), affetto da ricorrenti perdite di memoria, decidono di rapire lo sceicco e chiedere, come riscatto, dieci milioni di cruzeiro.

   Dopo mille imprevisti, l’improbabile banda riesce nell’impresa, ma scopre, poi, che Abdullah era solo l’autista dell’emiro.

   Il temibile Carcamano, che anche lui aveva avuto l’idea di rapire Abdullah, sequestra Raimunda e, in cambio, chiede alla banda di cedergli Abdullah.

   Kranz e compagni accettano lo scambio e, dopo aver rifilato il bidone allo spregevole Carcamano, abbandonati i sogni di ricchezza, si ritrovano nuovamente in bolletta.

   Salce ritorna in Brasile, dove aveva girato i suoi due primi film nel ’53 e ‘54, e prova a proporre sullo schermo il professor Kranz, uno dei personaggi televisivi, ideati da Villaggio. L’operazione fa acqua da tutte le parti, non solo per colpa di uno script insipido e farraginoso, ma, soprattutto, per la recitazione di Villaggio che offre un campionario di tic e di smorfie, viste e riviste film precedenti.

   A penalizzare ancor più la visione del film, un’insopportabile e maccheronico accento italo-tedesco che l’attore genovese dona al protagonista.

   Gli altri personaggi fungono da contorno e Celi, diretto per la terza volta da Salce, in pratica, fa solo delle brevi apparizioni.

   Il film merita, però, la citazione per una delle scene iniziali. Kranz, sedicente psicologo. fa accomodare nel suo studio, arredato con dei mobili che sembrano raccattati per strada, Raimuna, ascolta la sua storia, annuisce, poi si rivolge a Dosdoris e le chiede: “Tu hai detto complesso. Allora sei freudiana?”. La donna, senza scomporsi, si imita a rispondergli un banale “No, sono di Rio, se permetti.”

   Da salvare, le scene turistiche che mostrano la magnifica spiaggia di Rio. Tra i brani Golpe errado di Vinicius de Moaraes e Toquinho.

 

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