“Mauro Bolognini e il suo cinema elegante”, di Ignazio Senatore, edito da Profondo Rosso, in arrivo in libreria

20 Aprile 2026 | Di Ignazio Senatore
“Mauro Bolognini e il suo cinema elegante”, di Ignazio Senatore, edito da Profondo Rosso, in arrivo in libreria
Volumi di Ignazio Senatore: Cinema
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dall’ INTRODUZIONE

 

Decadente, vuoto formalista, calligrafo, decorativo, illustratore estetizzante, Visconti minore, eccessivamente letterario: sono alcune etichette con le quali, di volta in volta, Mauro Bolognini è stato liquidato, ingiustamente e maniera frettolosa, dalla critica.

Gli addebiti erano anche legati alle sue incursioni in generi diversi, dall’avventura alla commedia, dal grottesco al neorealismo rosa; da qui, le definizioni di regista ondivago, diseguale, privo di una vera e propria marca autoriale unitaria.

Inoltre, nonostante abbia realizzato, nell’arco di trent’anni, dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta, trentadue film e dieci episodi in otto film corali, il regista pistoiese, non ha mai ottenuto, come avrebbe meritato, un enorme successo tra il pubblico.

A ben vedere, Bolognini ha saputo raccontare forse, meglio di qualunque altro cineasta. la trasformazione della società italiana; dalle prime lotte operaie e degli anarchici (Metello…), sul finire dell’Ottocento, agli anni bui del Ventennio fascista (Libera, amore mio…), fino a quelli del boom economico (La corruzione…)

Un altro pregio innegabile è quello di aver tradotto sul grande schermo opere letterarie di grande pregio, firmate, tra gli altri, da scrittori del calibro di Moravia, Pasolini, Svevo, Parise, Brancati, Pratesi.

Un Autore che, a differenza di altri Maestri del cinema, ha contribuito solo poche volte alla stesura dei film da lui diretti. Una scelta legata, forse, più che all’amore della scrittura, a quello per la regia, che lo ha spinto, infatti, a dirigere anche spettacoli teatrali, opere liriche e sceneggiati televisivi.

Come ogni regista che si rispetti, anche Bolognini aveva le sue ossessioni.

Diverse le pellicole che ruotano intorno agli amori edipici dei giovani protagonisti (La vena d’oro, Agostino) e mostrano il classico percorso di formazione sentimentale e sessuale di adolescenti, giunti alle porte del mondo adulto (La corruzione, Un bellissimo novembre, Metello…).

Tra i personaggi più gettonati, spiccano gli emarginati, sbandati e senza un soldo, che vivono ai margini della società e le prostitute (Gli innamorati, La notte brava, La giornata balorda, Il bell’Antonio, La Viaccia, Agostino, La corruzione, La mia signora, L’amore attraverso i secoli, Bubu, La storia vera della signora delle camelie…)

A fare capolino, non solo il tema della follia (La corruzione, L’eredità Ferramonti, Per le antiche scale…), ma anche quello degli amori infranti e delle passioni negate (Gli innamorati, Giovani mariti. La Viaccia, Senilità, Il Bell’Antonio, L’assoluto naturale…).

Non mancano i tradimenti (La notte brava, Giovani mariti, Metello, Un magnifico novembre, L’eredità Ferramonti, Per le antiche scale, La villa del venerdì…), le love-story a lieto fine (Madamigella di Maupin, La Venexiana…) le amicizie maschili (I giovani mariti, Gli innamorati…) e le salaci e pungenti prese in giro del gallismo italico, tanto caro al fascismo (Arrangiatevi!, Il bell’Antonio).

Un cineasta prolifico che, nel corso della sua lunga carriera, al fianco di opere pregevoli, ha diretto anche pellicole cadute precocemente nell’oblio.

Per annoverarlo tra i grandi del cinema italiano, basta ricordare le attrici (Loren, Cardinale, Sanda, Deneuve, Huppert, Thulin, Ullman, Mangano, Sandrelli, Lollobrigida, Winters….) e gli attori (Totò, Mastroianni, Belmondo, Manfredi, Sordi, Tognazzi, Giannini, Peppino De Filippo, Perrin, Quinn….) che ha diretto.

E’ innegabile, altresì, che, a distanza di anni, non hanno perso affatto smalto e mantengono intatte la loro forza espressiva; le commedie legate al cosiddetto filone del “neorealismo rosa” (Gli innamorati, Marisa la civetta, I giovani mariti), quelle scanzonate (Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, Arrangiatevi), che ruotano intorno a dei “ragazzi di vita” (La notte brava, La giornata balorda) che vedono come protagonista Claudia Cardinale (La Viaccia, Senilità).

Personalmente, credo che nell’olimpo dei film prodotti in Italia, almeno tre pellicole di Bolognini meritano un posto d’onore: Il bell’Antonio, La corruzione, L’eredità Ferramonti,

Un regista che, nella sua lunga carriera, ha collezionato diversi riconoscimenti (basti pensare al David speciale alla carriera nel 1999), al quale questo volume rende omaggio.

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