Belli e dannati (My own private idaho) di Gus Van Sant – USA – 1991 – Durata 99’ – V.M 18

30 Aprile 2020 | Di Ignazio Senatore
Belli e dannati (My own private idaho) di Gus Van Sant – USA – 1991 – Durata 99’ – V.M 18
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Capitanati dal vecchio Bob (William Richert) ed in compagnia di una banda di scapestrati,  Mike Waters (River Phoenix) e Scott Favor (Keanu Reeves) rubano e si prostituiscono per vivere. Mike è affetto da narcolessia e si addormenta dove capita; nei giardini pubblici, per strada, nelle squallide stanze d’albergo ed è soccorso, alla meno peggio dai suoi amici sgangherati. Nella vana speranza di intercettare la madre, Mike, dopo aver peregrinato dall’Idaho a Portland, vola con il suo inseparabile amico in Italia. A Roma Scott incontra Carmela (Chiara Caselli) se ne innamora ed una volta rientrato in America, al compimento del diciottesimo compleanno, disconosce il passato e gli amici di baldoria di un tempo e, morto il padre, diventa un rispettabile uomo d’affari; Mike continua, invece, a vagare senza meta per le strade dell’Oregon.

All’esordio Gus Van Sant filma l’altra faccia degli States e, senza mai cadere nella retorica, ci offre un disperato spaccato di vita giovanile. Solo e senza affetti, Mike ha la solita famiglia disgraziata alle spalle; il padre è un mezzo squilibrato che ogni tanto tenta il suicidio e la madre Sharon, aveva sparato un colpo di pistola alla testa ad un baro squattrinato. “Con una famiglia normale sarei stato una persona equilibrata. Normale come una mamma, un papà ed un cane normale. Non fa niente non mi piango addosso per questo.” è il suo laconico ed amaro commento. Scott, dal suo canto, pur provenendo da una famiglia ricca ha scelto di dare un calcio alla comoda e lussuosa vita borghese e si prostituisce per soldi. A turno gli amici di Mike e Scott raccontano le loro “marchette”; qualcuno ha iniziato a prostituirsi per procurarsi la droga, altri sono stati abusati da uomini violenti e senza scrupoli o si aggirano per i bassifondi della città perchè non ha neanche una cuccia che possa ospitarli. Sullo sfondo il tormentato ed infelice amore di Mike per Scott. Il regista riprende alcuni dialoghi dell’Enrico IV di Shakespeare e per alleggerire il clima cupo e disperato della pellicola, inserisce degli struggenti flashback che mostrano il piccolo Mike che gioca con la madre in una casa al mare.  Indimenticabili le riprese dei paesaggi dell’Oregon e le immagini di Mike che ogni qual volta si addormenta, vittima della narcolessia, sogna regressivamente, la madre che lo abbraccia e gli accarezza i capelli. Coppa Volpi a River Phoenix per la sua interpretazione.

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