Roberto Monti (Robert Hoffman) ha venduto per quattro soldi a Ilde (Sandra Milo) e al marito (Gianrico Tedeschi) il collegio ereditato dal padre, e la coppia, in cambio, è tenuta ad ospitarlo, fino al compimento del ventunesimo anno d’età .
 Roberto ha una sola passione, quella dei motori, e non si accorge che Ilde, la quindicenne Irene (Romina Power) e Agnese (Orchidea De Santis), la cameriera, cadono tutte ai suoi piedi.
 Compiuti i ventun anni, Roberto abbandona il collegio si impiega come meccanico. Nell’effettuare il cambio dell’olio all’auto sportiva di Renzino (Vittorio Caprioli), Monica (Elsa Martinelli) lo adocchia e lo invita a casa sua e lo concupisce.
 E’ poi la volta di Margaret Joyce (Anita Ekberg), una diva del cinema che, mentre è sul punto di far l’amore con lui, all’arrivo degli amici, non riesce a tenere a freno la sua passione per il poker.
 Venditore di auto di lusso, Roberto si reca da una baronessa Laura (Nadia Tiller), stilista di successo, che gli presenta Olga (Zarah Leander), zia di Irene, e proprietaria di una ditta che costruisce elicotteri.
 Grazie alla sua abilità di meccanico, Roberto è assunto come direttore dell’azienda, ma Irene, per gioco, finge che lui abbia voluto approfittare di lei, ed è licenziato.   Roberto, conosce, poi, la dottoressa Francesca Marcos (Michèle Mercier), una fisica nucleare, che fa l’amore solo se è vestita, con tanto di parrucca, come Maria Antonietta.
 Roberto ritrova Irene e, solo allora, comprende di essere innamorato di lei. La rapisce dal collegio dove era stata spedita e la sposa.
 A dispetto del titolo, Salce mette in campo il percorso di formazione (sessuale) di un ventunenne, bloccato emotivamente e privo di iniziativa, che, più che amare le donne, è da loro sedotto per il suo bello aspetto fisico.
 La novità del film è, proprio nel mostrare che a muovere i fili della seduzione sono le donne, che trattano Roberto come un oggetto erotico, da sfoggiare come un trofeo alle amiche del bel mondo.
 Roberto, infatti, non è il focoso macho latino; non solo non muove il primo passo verso la seduttrice di turno, ma si lascia travolgere, passivamente, dalle loro avance.
Perfino la quindicenne Irene è più disincantata ed esperta di lui e, sul finale, dopo essere diventata sua moglie, gli confessa che non è illibata.
 Un film, il cui titolo anticipa L’uomo che amava le donne di Francois Truffaut (1977), ma che non ha neppure lontanamente il suo fascino e la sua poesia.
 Hoffman, statico e legnoso, non riesce a dare al suo personaggio, quel necessario tocco ironico, leggero e scanzonato. Romina Power, dopo aver esordito l’anno prima in Menage all’italiana di Franco Indovina, è una piacevole sorpresa. Nel cast Gigi Ballista, nei panni di Archie, marito di Olga e Mita Medici in quelli della nipote di Olga.
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