E Cary Grant s’innamorò di Sophia Loren

14 Novembre 2025 | Di Ignazio Senatore
E Cary Grant s’innamorò di Sophia Loren
Senatore giornalista
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Due i film che vedono come protagonisti Archibald Alexander Leach, in arte Cary Grant, e la Sophia nazionale.

Il primo è Orgoglio e passione (The pride and the passion), diretto e prodotto, nel 1957, da Stanley Kramen.

E’ dell’anno successivo Un marito per Cinzia (Houseboat), per la regia di Melville Shavelson.

Orgoglio e passione è ambientato nel 1810, in Spagna. Le truppe spagnole, reduci da una sconfitta contro l’esercito napoleonico, batte in ritirata.

Tanti i feriti e, nel trasportare un cannone lungo tredici metri e dal peso di diverse tonnellate, i soldati ripiegano troppo lentamente.

Il maggiore Vidal decide allora di abbandonare il cannone e dispone di gettarlo dall’alto di un dirupo. Per evitare che i francesi si impossessino del cannone, gli inglesi affidano ad Anthony Trollope (Cary Grant), capitano di vascello, il compito di portarlo a Santander e da lì, in Inghilterra, via mare.

L’ufficiale. inglese si rivolge allora a Miguel (Frank Sinatra), capo di un gruppo di guerriglieri spagnoli, e gli chiede di recuperare il cannone. Miguel e i suoi uomini rimettono in funzione la bocca di fuoco, ma comunicano a Trollope che, prima di trasportarlo a Santander, lo utilizzeranno per far breccia nelle mura della fortezza di Avila, dove sono arroccate le truppe francesi.

Lungo il cammino, il cannone, posto su una zattera, si arena nei fondali di un fiumicello. Miguel, Juana (Sophia Loren), la sua donna, e i guerriglieri, fanno allora tappa ad Algado, e chiedono agli abitanti del piccolo centro di aiutarli a recuperarlo.

L’impresa riesce ma, intanto, il generale francese a capo della guarnigione, impicca ogni settimana dieci abitanti di Avila, colpevoli di non aiutarlo a scovare Miguel. Dopo aver attraversato un insidioso passo di montagna, Miguel e i suoi uomini giungono ai piedi della fortezza di Avila.

Grazie all’azione del cannone creano una breccia nelle mura. I francesi capitolano e sulla fortezza sventola la bandiera spagnola, ma, nell’assalto finale moriranno tanti spagnoli e tra questi…

Dramma storico, liberamente ispirato al romanzo The Gun di Cecil Scott Forester.

In questo kolossal, che vide l’impiego di una troupe di quattrocento persone e di 3680 comparse, il vero protagonista è il gigantesco cannone che attraversa, di fatto, tutta la Spagna.

In maniera scolastica, Kramer contrappone i due protagonisti maschili; da un lato Trollope, esperto stratega militare, un ufficiale elegante, in divisa blu e pantalone bianco, e dall’altro Miguel, un guerrigliero idealista, sanguigno e rozzo, che non sa né leggere, nè scrivere.

La Loren, capelli rossicci, oggetto di desiderio dei due protagonisti, come prevedibile, finisce tra le braccia di Trollope, scatenando la gelosia di Miguel.

Kramer, però, intelligentemente, la descrive come una battagliera saggia e premurosa.

Grazie alla sua opera di mediazione, infatti, da un lato, ammorbidisce il rigido e tronfio Trollope e, dall’altro, attenua la testardaggine dell’impulsivo e focoso Miguel.

In questo film corale, Kramer è un maestro nel dirigere le scene di massa e regala allo spettatore alcune inquadrature di grande impatto emotivo: su tutte la sequenza che mostra le balle di fieno, incendiate dai guerriglieri di Miguel, che precipitano a valle e distruggono l’accampamento francese.

Come era uso al tempo, le musiche trionfali e pompose di George Antheil tappezzano il film. Le riprese durarono circa sei mesi ma alcune scene furono girate successivamente, perché Sinatra, in crisi con Ava Gardner, abbandonò il set per seguirla nel film Il sole sorgerà ancora, diretto da Henry King.

Tutt’altra atmosfera si respira nella commedia Un marito per Cinzia.

Dopo la morte della moglie Alice, dalla quale era separato da tre anni, Tom Winters (Cary Grant), va a riprendersi David (Paul Petersen), il maggiore, Robert (Charles Herbert), il più piccolo e Elizabeth (Mimi Gibson), i figlioletti che vivevano in campagna a casa dei nonni e della zia Carolina (Marta Hyer).

Tom è severo e distante e i piccoli, che lo considerano un estraneo, lo seguono controvoglia all’Hotel Continental di Washinghton dove alloggia.

Tom, burbero e arcigno, non comprende che Elizabeth soffre d’insonnia, che il ribelle David lo sfida solo per metterlo alla prova e che Robert non ama separarsi dalla sua armonica a bocca.

Cinzia (Sophia Loren), un’italiana, figlia di Arturo Zaccardi, famoso direttore d’orchestra italiano, in tournée negli Stati Uniti, stufa delle cene di gala, per trascorrere una serata allegra e spensierata, sgattaiola dall’albergo e, in un Luna Park dove la gente danza e festeggia, incontra David, fuggito anche lui dalle grinfie del papà.

Il piccolo si affeziona a lei e, quando Cinzia l’accompagna in albergo, chiede al padre se può assumerla come governante.

Tom dapprima esita, ma viste le insistenti richieste del figlio, capitola. Tutti insieme si concedono una vacanza nei pressi della villa dei nonni e vanno a vivere in una casa galleggiante su un fiume, di proprietà di Angelo Donatello (Harry Guardino), un dongiovanni italo-americano.

Ben presto, Tom scopre che Cinzia non sa fare il bucato, né cuocere due uova al tegamino, ma sa prendersi cura dei bambini e, soprattutto, gli suggerisce come conquistare il loro affetto.

Carolina, da sempre innamorata di Tom, prova a espugnare il suo cuore, ma Tom, rapito dal fascino di Cinzia, le chiede di sposarlo. Alla notizia, i bambini si ribellano, ma il lieto fine chiude la vicenda.

Commediola leggerina, premiata con ottimi incassi al botteghino, ottenne due candidature all’Oscar (migliore sceneggiatura a Betsy Drake e migliore canzone Almost in your arms) e una ai Golden Globe per Harry Guardino, come miglior attore non protagonista.

In questa favoletta, un po’ zuccherosa e prevedibile, protagonista è Sophia Loren, nei panni di Cinzia, novella Cenerentola che, celando al burbero e ispido Tom i suoi natali, gli lascia credere di essere una ragazza semplice, poco colta e spiantata.

A tenerle testa, un impeccabile Cary Grant e i deliziosi piccoli protagonisti. Il titolo del film in italiano diverge da quello originale, che rimanda, invece, alla casa galleggiante dove vanno a vivere i protagonisti.

Melville Shavelson, modesto artigiano della macchina da presa, dirigerà nuovamente la Loren nel più noto La baia di Napoli, nel 1960 e le affiancherà Clark Gable.

Più che per gli aspetti stilistici, le due pellicole sono ricordate per la travolgente love story tra la Loren e Grant.

Come la stessa attrice ricorda nella sua autobiografia Ieri, oggi e domani, edito da Rizzoli (2014), fu Ponti a spingerla a prendere lezioni di inglese da Sarah Spain, un’irlandese che le faceva ascoltare i brani di Sinatra e Amstrong, leggere Shakespeare, Bernard Shaw, il Times e Vogue.

Ponti seppe che Kramer era in Spagna per girare Orgoglio e passione, film che, inizialmente, doveva essere interpretato da Marlon Brando e Ava Gardner.

Il produttore italiano invitò, allora, Kramer a vedere La donna del fiume, film diretto, nel 1954, da Mario Soldati, interpretato dalla Loren.

Il regista americano rimase così incantato dalla statuaria bellezza della Loren, che staccò per lei un assegno da duecentomila dollari.

Al tempo, il matrimonio di Grant con Betsy Drake, era in crisi. Cupido lanciò le frecce e sul set di Orgoglio e passione tra la Loren e Grant scoppiò un’infuocata love-story.

La Loren racconta che Grant le chiese addirittura di sposarlo, ma lei, legata affettivamente a Ponti e impaurita dall’idea di abbandonare l’Italia, prese tempo. Grant e Loren si incontrarono, poi, sul set di Un marito per Cinzia, la cui sceneggiatura fu scritta da Betsy Drake, che inizialmente, pensava di recitare al fianco del marito.

Dopo aver scoperto la liason tra Grant e la Loren, Drake abbandonò l’idea e lasciò il ruolo all’attrice puteolana. Sul set, Grant ritornò alla carica, ma ben presto comprese che Sophia aveva scelto di vivere al fianco di Ponti.

Come, ironicamente, la Loren riporta nell’autobiografia, coronò egualmente il sogno di Grant, sposandolo nel film Un marito per Cinzia.

 

Capitolo di Ignazio Senatore tratto dal volume “Cary Grant. I film dei nostri sogni”, a cura di Roberto Lasagna, edito da La Cineteca di Caino – 2025

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