Il giustiziere della notte di Michael Winner – USA – 1974 – Durata 93’

22 Settembre 2025 | Di Ignazio Senatore
Il giustiziere della notte di Michael Winner – USA – 1974 – Durata 93’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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New York. Anni Settanta. L’architetto Paul Kersey (Charles Bronson) è sposato con Johanna (Hope Lange) ed è padre di Carol (Katleen Tolan). Tre teppisti violentano Carol e uccidono Johanna.

La polizia non ha alcun elemento su cui indagare e brancola nel buio.

Paul e il figlio sono sconvolti, anche perché Carol, a seguito del trauma subito, è entrata in uno stato di profonda apatia e la cura con gli psicofarmaci non sembra sortire gli effetti sperati.

Per lavoro, Paul è spedito a Tucson, Lì un cliente, socio di un club di tiro a segno, gli illustra la visione degli abitanti dell’Arizona, fedeli ai dettami del vecchio West.

Ogni cittadino, infatti, può girare armato, così in caso di rapina o aggressione, può farsi giustizia da solo.

Prima che parta, il cliente gli regala una calibro 32. Ritornato a New York, Kersey, di notte, percorre le strade della città e fredda chiunque provi a rapinarlo.

Non pago. anche se non coinvolto in prima persona, uccide coloro che sono impegnati in altre azioni delittuose.

Le sue gesta fanno il giro della città e, mentre la polizia raccoglie degli elementi per stanare lo sconosciuto giustiziere, l’ispettore Frank Ochoa (Vincent Gardenia), inizia a sospettare di lui.

Grazie alle sue azioni solitarie, però, la delinquenza in città diminuisce di colpo. A Ochoa, i capi della polizia, consigliano di non arrestare Paul, divenuto per la gente una sorta di eroe, ma di invitarlo a porre fine alla sua attività di giustiziere metropolitano.

Paul non ci dà peso, esce egualmente di notte ma, dopo aver ucciso due dei tre aggressori, ferito, finisce in ospedale.

Ochoa gli fa visita e gli comunica che la polizia è disposta a non incolparlo per gli omicidi commessi ma, in cambio, gli ordina di cambiare città. Paul vola a Chicago, ma non appena vede una ragazza aggredita, mima il gesto di sparare.

Film, tratto dal romanzo omonimo di Brian Garfield. che ebbe un notevole successo di pubblico, non certo per le sue qualità estetiche, ma per aver affrontato la scottante tema della violenza urbana.

Al centro della vicenda, infatti, il regista londinese (Io sono la legge, Scorpio, Marlowe indaga, L’avventuriera perversa, Appuntamento con la morte…) pone un architetto, una persona perbene, ex obiettore di coscienza, la cui vita e quella della sua famiglia, è stata sconvolta da tre teppisti.

Per tutta la durata del film, il regista non dona al giustiziere nessun riflessione in merito agli omicidi che compie, ma, gli regala solo questa eloquente commento:

“Quando l’America era l’America, ci si sapeva difendere da soli. Se la polizia non ci protegge, dovremmo imparare a farlo da noi”

Il film fu sommerso da critiche perché, istigava gli spettatori a non rivolgersi alla polizia, ma a impugnare una pistola e a farsi giustizia da soli.

Di fatto, Paul, indossati i panni del giustiziere, sceglie, volutamente, di vagare di notte per New York, così può facilmente imbattersi con delle persone che vivono ai margini della società, (per lo più neri e portoricani,) che fredda, senza pietà, sparandoli spesso alle spalle.

Bronson, che subentrò dopo i rifiuti di Steve McQueen e Clint Eastwood, come sempre amimico, non trasmette emozioni.

Il film ebbe quattro sequel negli anni successivi, tutti interpretati dallo stesso Bronson: Il giustiziere della notte 2 (1982) e Il giustiziere della notte 3 (1985) diretti dallo stesso Winner. Il giustiziere della notte 4 (1987) è firmato da Lee. J. Thompson e Il giustiziere della notte 5 (1994) da Allan A. Goldstein. Da segnalare anche la parodia italiana, diretta nel 1975 da Mario Amendola, dal titolo: Il giustiziere di mezzogiorno, con Franco Franchi e Gigi Ballista. Debutto di Jeff Goldblum, nei panni di uno degli aggressori.

 

Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.

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