Il tuo vizio é una stanza chiusa dal di dentro e solo io ne ho la chiave di Sergio Martino – 1972

13 Agosto 2015 | Di Ignazio Senatore

Oliviero De Rouvigny (Luigi Pistilli), ex professore del Liceo Tasso, scrittore collerico e violento, è in crisi professionale e affettiva. Il suo matrimonio con Irene (Anita Strindberg) è agli sgoccioli, anche perché l’uomo è ossessionato dalla morte di Eister, la madre, una libertina cha saltava da un letto a un altro, in cambio di preziosi gioielli, assassinata.

Di tanto in tanto, nella speranza di sollevarsi dal mal del vivere che lo divora, ospita dei ragazzi del camping con i quali fa un po’ di baldoria e nell’occasione ama umiliare Irene e Brenda (Angela La Vrogna), la domestica nera. Fausta, una ragazza, amante dello scrittore, è uccisa da uno sconosciuto in un capanno con una lama ricurva.

Il commissario (Giorgio Nebbia) sospetta Oliviero; lui è stato fuori tutta la notte e non ha un alibi, ma Irene dichiara che era con lei. Brenda è uccisa e Oliviero, temendo d’essere incriminato, con l’aiuto della moglie, mura il cadavere in cantina.

Nella villa giunge Floriana (Edwige Fenech), nipote di Oliviero, una ragazza libera e spregiudicata, che ha vissuto in una Comune a Parigi per sei mesi.

Diviene l’amante di Oliviero, e non disdegna di consolare con baci e effusioni anche Irene. Conosce Dario (Riccardo Salvini), un ragazzo simpatico e spigliato, con la grande passione per il motocross e ci va a letto. Oliviero, ormai perennemente sbronzo, perseguita sempre più Irene e prova ad ammazzarla. Lei è, intanto, sempre più ossessionata da Satana, il gatto di Ester, che le gironzola sempre intorno, lo uccide.

Alla scena è presente la signora Molinar (Nerina Montaganani), una simpatica e arzilla trovarobe, che è trovata morta. Irene scopre che Oliviero, ormai corroso dalla follia, batte sulla macchina da scrivere sempre la medesima frase: “Uccidere e murare in cantina” e lo ammazza. Irene chiede a Floriana di non denunciarla. Lei sta al suo gioco e, in cambio dei gioielli che appartenevano ad Ester, l’aiuta a murare il cadavere in cantina.

Sbuca Walter (Ivan Rassimov), amante e complice di Irene che provoca la morte di Floriana e Dario, che viaggiavano in moto. Irene, che aveva ordinato a Walter di uccidere Ester, si sbarazza di lui, facendolo precipitare nel vuoto dall’alto di una scarpata, ma al rientro trova il commissario che l’attende alla villa.

La signora Molinar l’aveva denunciata per l’uccisione di Satana e, mentre discute con lei, il commissario sente il miagolare incessante del gatto che proviene dalla cantina. Scopre il cadavere di Oliviero e l’arresta.

Dopo il successo de Lo strano vizio della signora Ward e di Tutti i colori del buio, interpretati dalla Fenech, Sergio Martino ritorna a impaginare un giallo e lo ambienta in una cittadina del Veneto.

Liberamente ispirato al racconto Il gatto nero di Edgar Allan Poe. passato alla storia perché ispiratrice di una delle più famose scene di Shining di Stanley Kubrick, che mostra Jack Nicholson che, impazzito, batte a macchina milioni di volte la scritta: Il mattino ha l’oro in bocca.

Martino fa un po’ il verso alle atmosfere care a Clouzot e impagina una vicenda dai passaggi ben oleati, e, con pochi tocchi, descrive il progressivo scivolamento nella follia di Oliviero, scrittore la cui mente, dopo la morte della madre, alla quale era legato edipicamente e della quale conserva un vestito come una reliquia, si scompagina sempre più.

Ben tratteggiati anche i personaggi di Irene e Floriana. Curiosità: nelle prime scene Dalila Di Lazzaro, una delle ragazze del camping che festeggiavano nella villa di Oliviero, balla su un tavolo, nuda.

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