La romana di Luigi Zampa – Italia –1954 – Durata 91 – B/N – Italia –1954 – Durata 91 – B/N

25 Agosto 2025 | Di Ignazio Senatore

Roma, anni ’30. Adriana Silenti (Gina Lollobrigida), affascinante diciannovenne, vive in una casa piccola e modesta.

La madre (Pina Piovani), anche lei, un tempo bella e attraente, con il passare degli anni, si è spenta, sfaccendando in casa come una serva. P

er evitare che la figlia appassisca come lei, cinicamente, le suggerisce di fidanzarsi con un uomo ricco, che possa garantirle di vivere senza assilli economici. Per raggranellare dei soldi, la madre la presenta a un pittore di Via Margutta che, dopo averla ritratta nuda, prova, invano, a sedurla.

Adriana conosce Gino (Franco Fabrizi), autista di una ricca signora, che le fa credere di essere follemente innamorato di lei e volerla sposare. Anna incontra Gisella (Xenia Valderi), una modella, che le presenta Astarita (Raymond Pellegrin), un funzionario della polizia politica fascista.

L’uomo, già sposato, s’invaghisce di Adriana che, un po’ brilla, va a letto con lui. Adriana, innamorata di Gino, è sommersa dai sensi di colpa, ma Astarita le confida che l’uomo è già sposato e padre di una bambina. Delusa, Adriana decide di prostituirsi.

Una sera incontra Sonzogno (Renato Tontini), un uomo rozzo e violento, autore di un delitto, amico di Gino, che le chiede di sposarla. Impaurita dai suoi comportamenti brutali, prende tempo. S’imbatte, poi, in Mino (Daniel Gélin), un giovane studente, molto riservato, impegnato in un gruppo politico clandestino, che, ben presto, è arrestato.

Nel corso dell’interrogatorio, Mino fa i nomi degli altri antifascisti che, in un cinema, nel corso della proiezione di un cinegiornale inneggiante il fascismo. per protesta, avevano lanciato dei volantini contro Mussolini.

Adriana, incinta di Mino, chiede allora aiuto a Astarita di salvarlo. Lui la rassicura e le svela che la sua confessione non è stata verbalizzata. Ciononostante, Nino non regge al rimorso e si uccide, Adriana si ritrova sola.

Dopo il successo di Processo alla città, Zampa traspone fedelmente, sul grande schermo, l’omonimo romanzo di Alberto Moravia, e si fa coadiuvare, in sede di sceneggiatura, da Giorgio Bassani e Ennio Flaiano.

Il regista romano fa largo uso della voce off di Adriana che, nel corso della vicenda, commenta, amaramente, e con disincanto, le delusioni cui va incontro nel corso della propria tormentata esistenza. Il film, pieno di luci e ombre, all’uscita, non raccolse molti consensi della critica.

Al di là degli aspetti stilistici, furono, infatti, criticati la rappresentazione troppo bonaria del fascista Astarita e quella poco battagliera di Mino. Infine, la pellicola fece gridare allo scandalo gli immancabili bigotti, che ritennero fin troppo esibita la libera sessualità della protagonista.

A distanza di anni, la figura di Adriana sorprende, invece, per la sua modernità. Delusa dal vile comportamento di Gino, consapevole di non essere attrezzata culturalmente, prende atto che gli uomini la considerano solo un mero oggetto sessuale e non le resta che vendere il proprio corpo.

Nonostante tutto, non rinunciando al sogno romantico di coronare il proprio sogno d’amore, non diventa l’amante di Astarita, un uomo che le avrebbe garantito l’agognata tranquillità economica, ma resta accanto all’idealista e afflitto Mino.  Impegnata in un ruolo drammatico, la Lollobrigida non eccede in manierismo e offre la sua prova recitativa migliore di tutta la sua carriera.

Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.

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