La strada di Federico Fellini – Italia – 1953 – Durata 115’- B/N

27 Agosto 2025 | Di Ignazio Senatore

Zampanò (Anthony Quinn), un forzuto e violento saltimbanco, si guadagna da vivere, esibendosi in giro, tra campagne e paesini, con un numero con il quale, si libera dalle catene, che le cingono il torace, spezzandole.

In cambio di diecimila lire, prende con sè Gelsomina (Giulietta Masina), una giovane donna, timida, buffa, poco attrezzata culturalmente, che non sa cucinare, ballare e cantare.

Zampanò le insegna a suonare la tromba e le affida il compito di annunciare il suo numero quando si ferma in una piazza. Zampanò, rude e villano, ama il vino e le donne e, spesso, Gelsomina si ritrova da sola.

Alcune volte, presa dallo sconforto, lo abbandona, ma poi ritorna sempre da lui. Lungo il cammino, i due incrociano “il matto” (Richard Basehart), un giovane acrobata dal cuore d’oro e dalla battuta pronta.

I tre lavorano in uno stesso circo. “II matto”, un tipo strambo, è un po’ filosofo, prende in giro, bonariamente, Zampanò, che estrare un coltello. Allertata la polizia, è arrestato. Gelsomina potrebbe unirsi al circo ma, “il matto”, la convince che se continua a stragli accanto, potrebbe ammorbidire il carattere ispido e rissoso di Zampanò. G

elsomina attende che Zampanò esca dal carcere e insieme raggiungono un convento di suore, dove si rifocillano. Preso atto del carattere burbero di Zampanò, le suore propongono a Gelsomina di restare con loro ma lei, rifiuta. Lungo la strada, Zampanò incontra “il matto”, lo aggredisce e, senza volerlo, lo uccide e nasconde, poi, il suo corpo.

L’equilibrio psicologico di Gelsomina si incrina sempre più e ripete, come un mantra, che Zampanò ha ucciso “il matto”. Temendo di finire in prigione, Zampanò l’abbandona. Anni dopo, Zampanò sente canticchiare una canzone che ripeteva Gelsomina e scopre che era morta, dopo una malattia.

Per il dolore, Zampanò si ubriaca, litiga con i nuovi colleghi del circo che lo scacciano, e giunto sulla riva del mare, scoppia in un pianto.

Dopo aver proposto il film a diversi produttori, che lo rifiutarono, De Laurentis fu l’unico che accettò il progetto e fu d’accordo ad affidare il ruolo di Gelsomina a Giulietta Masina. Per quella de “il matto”, Richard Basehart vinse la concorrenza di Walter Chiari e di Alberto Sordi.

In questa tragica e amara favola “on the road”, che risente fortemente dell’usura del tempo, la mdp pedina il volto della Masina, truccata da clown, e rende omaggio al mondo del circo, popolato da equilibristi e altri pittoreschi personaggi. Gelsomina è simbolo di un’umanità ingenua e sognatrice.

Passiva e dipendente, segue Zampanò come un cagnolino, incapace di promuovere una crescita emotiva dentro di sé e dare una svolta alla propria vita. Fellini (Lo sceicco bianco, I vitelloni, La dolce vita, 8 e ½, Amarcord, Prova d’orchestra, La voce della luna…) affida a Nino Rota il commento musicale e i dialoghi a Ennio Flaiano. P

remio Oscar come miglior film straniero e nomination per la miglior sceneggiatura. Leone d’argento alla Mostra Internazionale di Venezia (ex aequo con I sette samurai di Akira Kurosawa. Nastro d’argento per miglior film e miglior regia.

Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.

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